Realizzato il sogno di Attilio Maseri, costituita la Fondazione Maseri

Presentato nella villa del compianto cardiologo il progetto per l'alta formazione e la ricerca sviluppato dall'Università di Udine
Redazione
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Servizio video di Alexis Sabot

Un progetto che svilupperà risorse a favore di attività di studio, ricerca e formazione dei giovani dell’Università di Udine per sostenere la loro carriera scolastica, scientifica e lavorativa. È l’obiettivo della Fondazione Attilio Masericostituita dall’Ateneo di Udine per attuare le ultime volontà del cardiologo friulano di fama internazionale che assistette anche Papa Wojtyla e la regina Elisabetta II. È la prima volta che l’Ateneo friulano, nato 46 anni, dà vita a una fondazione. Il professor Maseri, scomparso a 85 anni il 3 settembre 2021, aveva nominato eredi universali per metà l’Università di Udine e per l’altro cinquanta per cento le cardiologie delle aziende sanitarie universitarie del Friuli centrale (Asufc) e Giuliano isontina (Asugi). La Fondazione ha un patrimonio del valore complessivo di 5 milioni 874 mila euro costituito da beni mobili e immobili. Fra questi ultimi la Villa Florio Maseri, già Villa dei Conti Florio, a Persereano di Pavia di Udine, ora sede della Fondazione. La Fondazione è retta da un Consiglio di amministrazione presieduto dalla professoressa Cristiana Compagno, già rettrice dell’Ateneo friulano, nominata da Maseri sua esecutrice testamentaria. L’ente si è dotato di un Consiglio scientifico, presieduto dall’accademico dei Lincei, professor Michele Morgante, ordinario di Genetica agraria dell’Università di Udine. E anche di un Comitato dei sostenitori, guidato dal diplomatico Antonio Zanardi Landi, ambasciatore del Sovrano militare Ordine di Malta presso la Santa Sede, già presidente della Fondazione Aquileia.

La Fondazione Maseri è stata presentata oggi a Villa Florio Maseri, a Persereano, dal rettore dell’Ateneo friulano Roberto Pinton e dalla presidente Cristiana Compagno. Assieme a loro, i presidenti del Consiglio scientifico Michele Morgante e del Comitato dei sostenitori Antonio Zanardi Landi. È intervenuto anche il coordinatore della ricerca cardiologica prevista dal lascito del professor Maseri, professor Gianfranco Sinagra,ordinario di malattie dell’apparto cardiovascolare dell’Università di Trieste e direttore del Dipartimento ad attività integrata cardiotoracovascolare e della Strutura complessa di cardiologia dell’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina (Asugi). Hanno inoltre portato i saluti il sindaco di Pavia di Udine e l’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia.

I protagonisti

«È un momento storico per l’Università di Udine – ha sottolineato Roberto Pinton – che ha dato vita alla sua prima Fondazione. Grazie alla generosità del professor Attilio Maseri e al suo amore per il progresso scientifico, il Friuli e i giovani, verso i quali ha sempre rivolto la sua attenzione perché fosse di stimolo a progredire nella vita, a impegnarsi proficuamente negli studi e a portare un personale contributo alla società. La Fondazione è il degno coronamento del progetto di Maseri, uno strumento dedicato all’alta formazione e alla ricerca. L’Ateneo ha lavorato con intensità e lungimiranza per costituirla e per darle solide basi e chiari obiettivi, fedeli alle volontà del suo benefattore».

«La costituzione della Fondazione è l’atto che sigilla un percorso di costante avvicinamento tra il professor Maseri e l’Università del Friuli – ha spiegato Cristiana Compagno –. Lo strumento della Fondazione, fortemente innovativo per l’Ateneo di Udine, si pone come partner fondamentale nella valorizzazione e nell’attrazione dei giovani talenti di oggi e di domani».

«Il Consiglio di amministrazione è stato capace di individuare un Consiglio scientifico – ha affermato Michele Morgante – di riconosciuto prestigio internazionale, fortemente caratterizzato da un respiro interdisciplinare. Caratteristiche, queste, che conferiscono alla neocostituita Fondazione il potenziale per sviluppare visioni di lungo periodo, valorizzando tutti i potenziali di ricerca dei giovani del nostro Ateneo».

«Per me è un grande onore presiedere il Comitato dei sostenitori della Fondazione – ha detto Antonio Zanaridi Landi –, in virtù del sincero rapporto di stima e amicizia che mi legava al professor Maseri. È, quella del professore, un’eredità prima di tutto morale, che è nostro dovere portare avanti con generosità ed impegno sostenendo i giovani meritevoli nell’alta formazione e nella ricerca».

LA FONDAZIONE

Gli scopi

L’Università di Udine, ente costitutore unico, ha ritenuto che lo strumento della fondazione fosse la soluzione ottimale per realizzare gli scopi testamentari del professor Maseri. In particolare, la Fondazione Maseri istituirà borse di studio per studenti meritevoli intitolate al professor Maseri e sosterrà la ricerca dei migliori giovani studiosi dell’Ateneo

Le caratteristiche

La Fondazione è una persona giuridica di diritto privato, non ha scopo di lucro e ha durata illimitata. Del suo patrimonio fanno parte, oltre a quello di Maseri, anche i lasciti testamentari di Caterina Bernardinis (Castiglione delle Stiviere, 1908 – Udine, 2010), Maria Antonietta De Portis (Bellaria-Igea Marina, 1918 – Udine, 2009) e di un benefattore che ha espresso il desiderio di restare anonimo. Il patrimonio conferito alla costituzione potrà venir aumentato con oblazioni, donazioni, legati ed erogazioni. La Fondazione potrà avvalersi di collaborazioni con istituti di istruzione, forme di volontariato e di tirocini formativi e di orientamento.

GLI ORGANI DIRETTIVI

Il Consiglio di amministrazione

Il Cda è costituito da cinque componenti nominati dal Consiglio di amministrazione dell’Università su proposta del rettore. I consiglieri rimangono in carica per tre anni e possono essere riconfermati. Il Consiglio elegge nel proprio seno il presidente e il suo vice che durano in carica tre anni e sono riconfermabili. Il Consiglio di amministrazione nomina un direttore. Fino al 31 dicembre 2025, il Cda è composto, oltre che dalla presidente, Cristiana Compagno, ordinaria di Economia e gestione delle imprese, da altri quattro professori dell’Università di Udine: il vice presidente Paolo Ceccon, ordinario di agronomia, già direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali; Linda Borean, ordinaria di Storia dell’arte moderna e direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale; Andrea Cafarelli, ordinario di storia economica e prorettore dell’Ateneo friulano; Stefano Miani, ordinario di economia degli intermediari finanziari, già coordinatore dei corsi di laurea in Banca e finanza.

Il Consiglio scientifico

Organo consultivo della Fondazione, il Consiglio scientifico si occupa degli indirizzi, dei programmi e delle iniziative riguardanti le attività scientifiche, formative e culturali dell’ente. È composto da un minimo di cinque membri, tra cui un consigliere di amministrazione che ne fa parte di diritto. Il Cda nomina i componenti del Consiglio scientifico tra personalità di riconosciuto prestigio e specchiata autorevolezza nelle materie d’interesse della Fondazione e, fra questi, seleziona e designa il presidente. Oltre a Michele Morgante che lo presiede, fanno parte del Consiglio: Linda Borean, delegata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione; la professoressa Daria de Pretis, ordinaria di Diritto amministrativo all’Università di Trento, della quale è stata anche rettrice, e già vicepresidente della Corte costituzionale; l’accademico dei Lincei, professor Rosario Rizzuto, ordinario di Patologia generale all’Università di Padova e già rettore dello stesso Ateneo; il professor Gaetano Sabatini, ordinario di storia economica all’Università Roma Tre e presidente dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea del Consiglio nazionale delle ricerche.

Il Comitato dei sostenitori

Lo Statuto ha previsto anche la figura dei sostenitori della Fondazione. Possono essere designati “sostenitori” tutti i soggetti, pubblici e privati, persone giuridiche e fisiche, che abbiano contribuito o possano contribuire al raggiungimento degli scopi dell’ente. Il Cda decide sul riconoscimento della qualifica di “sostenitore” e sull’accettazione dei contributi. I sostenitori sono membri di diritto del Comitato dei sostenitori che ha un ruolo consultivo del Consiglio di amministrazione, in particolare sulle attività di ricerca, didattica e terza missione che la Fondazione si proporrà di finanziare.

MASERI E L’UNIVERSITÀ DI UDINE

Da sempre vicino all’Università di Udine, anche in momenti cruciali della sua storia, il luminare friulano ha messo a disposizione dell’Ateneo la sua straordinaria capacità ed esperienza in molte occasioni, ricoprendo anche ruoli di primo piano. Come nel 2004 quando entrò a far parte del Comitato dei revisori scientifici del Centro interdipartimentale di medicina rigenerativa (Cime) dell’allora Facoltà di Medicina. Nel 2011 venne nominato presidente dell’Organo di indirizzo dell’Azienda ospedaliero universitaria ‘Santa Maria della Misericordia’ di Udine. Nel 2013 donò all’Ateneo friulano la storica Biblioteca Florio, riconosciuta di interesse regionale. Un patrimonio di circa 13 mila volumi, opuscoli, opere a stampa e manoscritti raccolti dalla metà del Settecento con alcuni preziosi manoscritti tre-quattrocenteschi. Nel 2018 donò all’Università Palazzo Antonini, già sede udinese della Banca d’Italia, edificio di grande pregio ideato da Andrea Palladio a metà del 1500. Sempre nel 2018 nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico Maseri viene dichiarato “benemerito dell’Università di Udine”. Nel 2019 l’intitolazione ufficiale Palazzo Antonini-Maseri, diventato sede del rettorato.

LA RICERCA CARDIOLOGICA VOLUTA DA MASERI

Come si svilupperà la ricerca cardiologica prevista dal lascito del professor Maseri l’ha spiegato Gianfranco Sinagra. «In accordo con la volontà del professor Maseri – ha detto – sono state pianificate dalle strutture cardiologiche delle due delle aziende sanitarie universitarie del Friuli centrale e Giuliano isontina le attività di ricerca in ambito di cardiologia molecolare, genetica dei disordini cardiovascolari, cardiomiopatie, meccanismi infiammatori molecolari delle malattie del pericardio e miocardio, ipertensione arteriosa sistemica e polmonare, scompenso cardiaco avanzato, i supporti meccanici e trapianto cardiaco.

«Le due unità – ha sottolineato Sinagra – stanno attivamente procedendo al reclutamento di giovani ricercatori meritevoli e dottorandi. Nei prossimi 6-8 anni il progetto darà l’opportunità a una decina di ricercatori selezionati dalle due aziende e dai due atenei su base fortemente meritocratica. Due contratti di dottorati di ricerca sono già in corso all’Università di Trieste e due sono in fase di attivazione. Contemporaneamente verranno favoriti soggiorni all’estero presso qualificate istituzioni funzionali ai vari progetti e una serie di attività formative in ambito di workshop, congressi e seminari».

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