Venti di guerra e terrorismo. Reintrodotti i controlli delle frontiere con la Slovenia

La decisione è stata presa dal Governo a seguito dell’intensificarsi dei focolai di crisi. In Friuli Venezia Giulia sono entrate irregolarmente 16 mila persone da inizio anno. Fedriga: "Scelta indispensabile'. Il sindaco di Nova Gorica Samo Turel critica la decisione
Redazione
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Servizio video di Andrea Pierini

Il Governo italiano ha comunicato la reintroduzione dei controlli delle frontiere interne terrestri con la Slovenia, in base all’articolo 28 del Codice delle frontiere Schengen (Regolamento Ue 2016/339).  La misura verrà attuata dal 21 ottobre prossimo per un periodo di 10 giorni, prorogabili ai sensi del Regolamento Ue 2016/339.

Il ripristino dei controlli alle frontiere interne, già adottato nell’area Schengen, è stato comunicato dal ministro Piantedosi alla vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, al commissario europeo agli Affari interni Ylva Johansson, alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, al segretario generale del Consiglio dell’Unione europea Thérèse Blanchet e ai ministri dell’Interno degli Stati membri Ue e dei Paesi associati Schengen.

L’intensificarsi dei focolai di crisi ai confini dell’Europa, in particolare dopo l’attacco condotto nei confronti di Israele, ha infatti aumentato il livello di minaccia di azioni violente anche all’interno dell’Unione. Un quadro ulteriormente aggravato dalla costante pressione migratoria cui l’Italia è soggetta, via mare e via terra (140 mila arrivi sulle coste italiane, +85% rispetto al 2022). Nella sola regione del Friuli Venezia Giulia, dall’inizio dell’anno, sono state individuate 16 mila persone entrate irregolarmente sul territorio nazionale.

Questo scenario, oggetto di approfondimento anche da parte del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo istituito presso il ministero dell’Interno, conferma la necessità di un ulteriore rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo. Nelle valutazioni nazionali, infatti, le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta. Le modalità di controllo saranno attuate in modo da garantire la proporzionalità della misura, adattate alla minaccia e calibrate per causare il minor impatto possibile sulla circolazione transfrontaliera e sul traffico merci. 
Ulteriori sviluppi della situazione ed efficacia delle misure verranno analizzati costantemente, nell’auspicio di un rapido ritorno alla piena libera circolazione.

Fedriga: “Scelta indispensabile’

“La decisione di ripristinare i controlli ai confini con la Slovenia – dichiara il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimliano Fedriga. – risponde all’indifferibile urgenza di tutelare la sicurezza del nostro Paese alla luce della crescente tensione internazionale e all’indomani degli attacchi terroristici condotti da Hamas contro Israele e del riverbero della crisi mediorientale sull’Europa. Va da sé che si tratta di una scelta difficile, che non fa piacere a nessuno, ma che appare talmente indispensabile da essere stata già adottata anche da altri Paesi dell’Unione.”

Il sindaco di Nova Gorica Samo Turel critica la decisione

Il sindaco di Nova Gorica Samo Turel critica la decisione del governo italiano di introdurre controlli alle frontiere: “La polizia di Nova Gorica non rileva aumenti di numeri di migranti nè attività criminali ad essi legate” dice. “Mi chiedo se il controllo alle frontiere sia la cosa giusta da fare. Ho chiamato il sindaco di Gorizia Ziberna e anche lui non è favorevole a una possibile chiusura delle frontiere”.

Roberti, controlli a confini è risposta forte e adeguata

“Quella del Governo è una risposta adeguata a una situazione complessa. Ringrazio fin da subito il ministro Piantedosi, tutto il governo e le forze di Polizia che, con la professionalità che da sempre le contraddistingue, svolgeranno i controlli sul confine tra Italia e Slovenia”. Questo il commento dell’assessore regionale alle Sicurezza Pierpaolo Roberti alla decisione del Governo italiano, comunicata nel pomeriggio dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al suo omologo sloveno Bostjan Poklukar, di attuare controlli temporanei alle frontiere con la Slovenia a causa del cambiamento della situazione in Europa e nel Medio Oriente. Roberti ha rimarcato che “l’attacco a Israele da parte di Hamas, le tensioni in Medio oriente e il recente attentato condotto da un lupo solitario arrivato illegalmente in Europa richiedevano una decisione forte che puntualmente è arrivata”.

Moretti (Pd), controlli utili contro terrorismo

“La temporanea sospensione di Schengen al confine con la Slovenia è una misura che va usata esclusivamente in funzione di prevenzione antiterrorismo. Se il Governo l’ha fatto, avrà avuto le sue ragioni. Quello che è stato il confine più aperto d’Europa deve tornare a esserlo”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Partito democratico, Diego Moretti, commentando la notizia della decisione del Governo italiano, comunicata nel pomeriggio dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al suo omologo sloveno Bostjan Poklukar, di attuare controlli temporanei alle frontiere con la Slovenia a causa del cambiamento della situazione in Europa e nel Medio Oriente. “In questa vicenda – conclude Moretti – non si tiri in ballo il Cara di Gradisca: non c’entra nulla e non devono quindi esserci strumentalizzazioni”.

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