Rette aumentate alla Quiete con rincari dell’8 per cento

La retta media sarà di 73,60 euro al giorno. A pesare sono le nuove norme sulla tassazione del personale dipendente e sull’esenzione Irap
Giancarlo Virgilio
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2.210 euro. È questa la spesa media che dal primo gennaio le famiglie dovranno affrontare mensilmente per mantenere un proprio caro a La Quiete di Udine. Con l’inizio del nuovo anno il consiglio di amministrazione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Udine ha infatti approvato un rincaro alla retta giornaliera dell’8% circa. L’aumento, ha spiegato la direzione, prevede una maggiorazione di 5,5 euro al giorno ed è stato applicato soprattutto a causa delle nuove norme sulla tassazione del personale dipendente e sull’esenzione Irap. Un salasso che porterà le famiglie a spendere 165 euro in più ogni mese per mantenere un parente nella sede di via Santagostino o nelle altre 6 residenze gestite dall’Asp pubblica.

L’aumento, ha precisato il presidente Alberto Bertossi, si è reso necessario anche a causa dell’inflazione, cresciuta nel 2023 fino al 6% circa rispetto all’anno precedente. Per i nuclei familiari con redditi bassi, almeno, le tariffe saranno ridotte di 2,5 euro al giorno per la Fascia Isee 1 e di euro 1,5 euro per la Fascia Isee 2.

Critiche per l’aumento sono arrivate dal capogruppo consiliare dem Iacopo Cainero e dal segretario cittadino del Pd Rudi Buset, che in una nota hanno sottolineato come i rincari siano figli anche di una mancata attenzione da parte della Regione, “colpevole di non aver fatto nulla per contribuire ad abbattere le rette con finanziamenti mirati”.

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