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Sistema rifiuti porta a porta, Ciriani: «Solo una spesa, nessun risultato»

Il sindaco di Pordenone ha spiegato il suo no al sistema simile a quello utilizzato a Udine. Bertossi: "Dati Ispra certificano il successo del precedente sistema. Ora marciapiedi trasformati in mini discariche ed è in arrivo il terzo aumento Tari"

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Il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, ha spiegato su Facebook come mai non voglia introdurre un sistema porta a porta per la raccolta dei rifiuti nel capoluogo della Destra Tagliamento, simile a quello adottato da più di un anno a Udine. Lo ha fatto rispondendo ad una cittadina che sulla sua pagina Fecebook chiedeva se non fosse una soluzione più adatta per migliorare ancora di più la raccolta differenziata in città.

"Pordenone è già in cima alle classifiche dei comuni che riciclano di più - ha premesso il primo cittadino -. Quindi, riempire appartamenti e case di bidoncini sarebbe penalizzante per chi già adesso usa bene i cassonetti (al netto di qualche incivile). Passare al porta a porta spinto imporrebbe una spesa di circa 2 milioni che ricadrebbe sui cittadino senza alcun significativo risultato sulla differenziata". Una risposta che non lascia spazio ad interpretazioni e che è giunta nello stesso giorno in cui l'Ispra ha certificato la Net, la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti a Udine, come il gestore economicamente più virtuoso nell’intero panorama nazionale.

Proprio sulle classifiche del Rapporto dei Rifiuti Urbani 2020 diramate dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, è intervenuto il capogruppo in Consiglio Comunale di Prima Udine, Enrico Bertossi, sottolineando che il rapporto pubblicato è stato elavorato utilizzando i dati del 2019, quando ancora nel capoluogo friulano era in vigore il vecchio sistema - con i bidoni - e quando ancora erano applicate le precedenti tariffe Tari.

“Fontanini, invece di commentare in maniera trionfale i dati del 2019 del vecchio metodo di raccolta rifiuti a cassonetti, deve spiegare agli udinesi perché, senza mai dirlo in campagna elettorale, lo ha cambiato inondando la città di bidoncini, immondizia e ben due aumenti di Tari e un terzo, assai più consistente, in arrivo”, commenta Bertossi. “Invece di celebrare i vantaggi indubbi del vecchio sistema di raccolta, che nel 2019 ha portato Udine in testa alla classifiche, spieghi perché ha aumentato in maniera esponenziale costi e disagi per i cittadini con il porta a porta che ha trasformato i marciapiedi in mini discariche e deposito praticamente permanente di bidoncini che vengono svuotati agli orari più variegati, saltando anche qualche giornata di raccolta”.

"Fontanini quando si è dichiarato orgoglioso dei dati - precisa il consigliere -, stava in realtà commentando il sistema a cassonetti che lui, e solo lui, ha voluto radicalmente cambiare nel 2020 acquistando quasi sei milioni di euro di bidoncini che sono già sporchi e in parte mezzi rotti". "Quando il sindaco ha parlato di un servizio eccellente e di vole proseguire sulla stessa strada - prosegue -, stava sempre parlando del metodo di raccolta precedente che lui, senza alcuna motivazione concreta in termini di costi e vantaggi ambientali, ha ostinatamente voluto radicalmente cambiare".

Infine Bertossi sottolinea le parole del sindaco di centrodestra Alessandro Ciriani che a suo dire certificano il fallimento di un sistema che ritiene fallimentare. "Ormai è chiaro che avevamo ragione quando chiedevamo di migliorare il vecchio sistema, con cassonetti più moderni, una campagna di educazione civica che la Net non ha mai fatto e maggiori controlli con sanzioni che nemmeno oggi il Comune fa in maniera adeguata - conclude il consigliere di Prima Udine. Proposte totalmente ignorate perché evidentemente gli obiettivi erano altri".

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