Rincari a La Quiete, De Toni prende le distanze dai dem

"Io e la giunta estranei alle polemiche sorte in queste ore. Non intendiamo intaccare il rapporto istituzionale con la Regione"
Giancarlo Virgilio
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I rincari delle rette de La Quiete non solo generano preoccupazione, ma stanno scatenando anche un vivace dibattito politico nell’area di centrosinistra.

Le rette nell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Udine sono aumentate dal primo gennaio di 165 euro al mese, ovvero di 5,5 euro al giorno. Un rincaro dell’8 % che porterà le famiglie ad un esborso mensile di 2.210 euro necessario per mantenere un parente nella sede di via Santagostino o nelle altre 6 residenze gestite dall’Asp.

L’aumento, ha spiegato la direzione della casa di riposo, è stato applicato soprattutto a causa dell’inflazione, delle nuove norme sulla tassazione del personale dipendente e sull’esenzione Irap. Un salasso che non è piaciuto a diversi esponenti del Partito democratico. Critiche sono arrivate dal capogruppo consiliare dem in Consiglio Comunale Iacopo Cainero e dal segretario cittadino del Pd Rudi Buset, che in una nota hanno sottolineato come i rincari siano figli anche di una mancata attenzione da parte della Regione, “colpevole di non aver fatto nulla per contribuire ad abbattere le rette con finanziamenti mirati”. Ma sui rincari è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito democratico, Francesco Martines, che ha chiesto alla Regione di dirottare più risorse a sostegno dei bilanci delle case di riposo, al fine di evitare di trasferire gli “utenti fragili” in strutture private.

Proprio in merito a questi interventi il sindaco di Udine ha preso le distanze, spiegando come lui e la giunta siano “estranei alle polemiche sorte in queste ore”. “Auspichiamo di poter continuare ad affrontare i tanti temi sul tavolo anche con la Regione – ha riferito De Toni – , nel segno della collaborazione per il bene della città”. “Non intendiamo intaccare il rapporto istituzionale – ha proseguito il sindaco -, che vogliamo costruire con l’amministrazione regionale a causa di dialettiche squisitamente politiche, lontane dalle logiche di un patto territoriale per Udine e il Friuli, obiettivo a lungo termine mio e della Giunta udinese”.

“Di quanto dichiara De Toni – ha replicato Martines – dovrà rispondere alla sua maggioranza, della quale il PD mi sembra il partito con più voti. Chieder più risorse per i più fragili e per chi ha più bisogno non vuol dire intaccare i rapporti istituzionali fra Comune e Regione“.

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