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Ecco cosa cambierebbe se il Fvg finisse in zona rossa

Questo pomeriggio si terrà il monitoraggio nazionale che potrebbe ridisegnare le aree di rischio in Italia

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Dopo il record di contagi registrato ieri, con il muro delle mille positività abbattuto, questo pomeriggio si terrà il monitoraggio nazionale che potrebbe ridisegnare le aree di rischio in Italia. Proprio ieri il ministro Boccia ha affermato di non poter escludere che altre regioni possano passare in zona rossa, ma a deciderlo sarà solamente la cabina di regia del Ministero della Salute in base oll’ormai noto ‘algoritmo’ che valuta i 21 parametri stabiliti che Fedriga e gli altri presidenti di Regione hanno chiesto di rivedere con il Dpcm in vigore dal 4 dicembre. Ma in caso di passaggio dalla zona di rischio medio alto (arancione) a alto (rosso) cosa cambierebbe per i residenti del Fvg?

Le più grandi differenze fra le due zone riguardano in particolare gli spostamenti. Si potrebbe uscire da casa solamente per lavoro o per validi motivi di salute o assistenza. Senza una valida ragione per uscire, dunque, sarebbe obbligatorio restare a casa. Il secondo grande cambiamento riguarderebbe invece la chiusura dei negozi che non vendono beni di prima necessità o che non danno servizi alla persona, come parrucchieri, o lavanderie. Per quanto riguarda le scuole, con il passaggio in fascia rossa anche gli studenti di seconda e terza media sarebbero costretti alla didattica a distanza. Qui sotto i dettagli.

MOBILITA’: Con il Fvg in zona arancione attualmente è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune). All’interno dell’area rossa è vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute. Inoltre, non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti.

ATTIVITÀ COMMERCIALI: Per ciò che concerne i ristoranti e le altre attività di ristorazione, (compresi bar, pasticcerie e gelaterie), sia in zona arancione che in zona rossa è consentita la consegna a domicilio, senza limiti di orario, e la vendita da asporto, dalle 5 alle 22. Discorso differente per i negozi: in zona rossa chiudono tutti ad eccezione di supermercati, negozi che vendono beni di prima necessità, tabaccherie, attività relative ai servizi alla persona, lavanderie, parrucchieri e barbieri, mentre chiudono i centri estetici.

FORMAZIONE: Sia in zona rossa che in quella arancione, resta la didattica in presenza per le scuole dell’infanzia, elementari, mentre per le scuole superiori di secondo grado viene applicata la didattica a distanza. Unica differenza per le scuole medie, nella zona rossa solo gli alunni della prima media continuano a fare lezione in presenza, mentre nella zona arancione anche quelli della seconda e della terza.

In caso di spostamenti giustificati, sarà possibile giustificarli mediante autodichiarazione da rilasciare alle forze dell'ordine o da compilare al momento stesso con i moduli forniti dal personale di polizia. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

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