Ritorno in classe: 120 bus in più per la didattica in presenza

Un accordo tra la Regione, la TplFvg Scarl, che gestisce il trasporto pubblico locale su tutto il territorio regionale, e le imprese di noleggio con conducente servirà a garantire i servizi agg...
Redazione

Un accordo tra la Regione, la TplFvg Scarl, che gestisce il trasporto pubblico locale su tutto il territorio regionale, e le imprese di noleggio con conducente servirà a garantire i servizi aggiuntivi necessari alla ripartenza, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza al 50 per cento negli istituti superiori.

I mezzi aggiuntivi necessari, da reperire da imprese di noleggio con conducente, sono stati quantificati in circa 120 autobus per l’intero territorio regionale. Questi bus andranno ad integrare i mezzi gestiti direttamente dalla società TplFvg. A questi fabbisogni si aggiungeranno quelli per incrementare i servizi ferroviari e automobilistici aggiuntivi effettuati da Trenitalia e da Ferrovie Udine Cividale, che stanno già lavorando in questa direzione.

“I fabbisogni sono stati definiti dalle Prefetture all’esito dei lavori dei tavoli provinciali, secondo i documenti operativi previsti dal Dpcm del 3 dicembre”, ha spiegato l’assessore a Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, aggiungendo che “la Regione ha avviato incontri preliminari e ricognizioni finalizzate ad una prima conferma da parte degli operatori di servizi autobus e vetture a noleggio con conducente ed ora abbiamo la certezza che potranno mettere a disposizione sia il proprio parco veicolare che i relativi autisti”.

Entro la fine di questa settimana, la Regione siglerà un accordo formale con TplFvg Scarl e le Associazioni di categoria delle aziende che erogano servizi di noleggio con conducente, che consentirà alla società di trasporto pubblico locale di procedere al subappalto dei servizi con la garanzia della relativa copertura economica.

Per tutto il 2021, inoltre, rimarranno invariate le tariffe del trasporto pubblico locale, così come viene confermata l’agevolazione del 50 per cento sugli abbonamenti scolastici dei residenti. “La Regione ha ritenuto di non applicare alcuna variazione dei
tariffari anche in considerazione della crisi economica derivata dall’emergenza sanitaria”, ha sottolineato l’assessore regionale. È stato inoltre confermato, anche per l’anno scolastico 2021-2022 il titolo di viaggio agevolato sperimentale denominato ‘Abbonamento scolastico residenti Fvg’, che prevede uno sconto del 50 per cento sul costo dei titoli di viaggio ‘Abbonamento scolastico’, ‘Abbonamento annuale studenti integrato Sacile-Maniago’ e ‘Abbonamento annuale studenti’.

Sergo (M5S), mantenimento tariffe Tpl non è scelta politica

“Se l’aumento delle tariffe non è frutto di una scelta politica, ma di un automatismo legato agli indici Istat sul costo della vita, il mancato rincaro dei titoli di viaggio del Trasporto pubblico locale (Tpl) per il 2021 non può essere merito della Giunta Fedriga”. Lo sottolinea in una nota il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Cristian Sergo, ricordando anche che “l’assessore regionale Graziano Pizzimenti sostiene che ‘la Regione ha ritenuto di non applicare alcuna variazione dei tariffari anche in considerazione della crisi economica derivata dall’emergenza sanitaria’”.

“Eppure – rimarca Sergo – fu proprio lui ad affermare che ‘l’adeguamento Istat è previsto per contratto e che non puoi decidere di applicarlo una volta sì e una no’. Dichiarazione rilasciata alla stampa all’inizio dell’anno, replicando a una nostra contestazione sugli arrotondamenti che avevano reso gli aumenti più alti rispetto a quanto previsto dai dati Istat”. 

“In quell’occasione – aggiunge l’esponente pentastellato – presentammo un’interrogazione, alla quale peraltro nessuno ha mai risposto. Riproporremo comunque la questione per fare chiarezza sugli adeguamenti delle tariffe, anche alla luce del fatto che il calo importante dell’inflazione registrato dall’Istat, sceso ai livelli del 2017, per logica dovrebbe portare a ridurre le tariffe, piuttosto che a mantenerle”.

“Invece – conclude il capogruppo M5S – i rincari avuti in tre anni con questo Esecutivo sono stati consistenti e, per via degli arrotondamenti, siamo arrivati a un aumento dell’8%”.

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