Rivelazioni Report, Regeni il 29 gennaio 2016 era ancora vivo e il Governo Renzi sapeva

La morte di Giulio Regeni, il ricercatore di Fiumicello ucciso al Cairo nel 2016, s'infittisce di un nuovo mistero
Daniele Micheluz
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“Noi non ce l’abbiamo, ma è ancora vivo”. È su questo messaggio inedito, scambiato negli ambienti dell’intelligence, che le ombre sulle verità dell’omicidio di Giulio Regeni, ucciso al Cairo 8 anni fa,  si fanno sempre più fitte: fosse vero, il 29 gennaio 2016 Giulio era ancora vivo. Una comunicazione che dimostrerebbe, come reso noto da un’esclusiva di Report del 2 giugno, non solo che il dottorando italiano rapito il 25 gennaio era ancora vivo quattro giorni dopo, ma che il governo Renzi sapeva e non avrebbe fatto nulla per salvarlo. Il messaggio, a quanto ricostruito, sarebbe stato ricevuto dalla lobbista italiana al Cairo, ZenaSpinelli, che aveva stretti rapporti con personalità di spicco dell’ambito militare e civile in Egitto, e dal testo trapelava come il ricercatore di Fiumicello fosse ancora vivo a quella data. A inviarglielo un uomo vicino al governo, il quale avrebbe avuto la conferma che il ricercatore era nelle mani dei sequestratori, ma ancora vivo. Un super testimone e alcuni documenti inediti mostrati dalla trasmissione dimostrerebbero che nei giorni in cui il mondo si chiedeva dove fosse Giulio Regeni, qualcuno ai più alti livelli delle Istituzioni sapeva. I dubbi sulle date, dunque, si fanno sempre più fitti. L’ex presidente del Consiglio MatteoRenzi aveva dichiarato invece di essere stato informato della scomparsa solo il 31 gennaio. Regeni, infatti, sarebbe stato torturato e ucciso tra il 31 gennaio e il 2 febbraio: il suo copro fu ritrovato il 3. Proprio in quei giorni, i vertici dei servizi segreti italiani si trovavano in visita a Il Cairo. Avrebbero provato salvarlo, senza riuscirci. Un giallo che continua sempre più a complicarsi, tra complotti, omissioni, depistaggi. Mentre una famiglia quella di Giulio continua a chiedere verità.

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