Rotta Balcanica: giovedì vertice trilaterale Italia, Croazia Slovenia

Si discuterà anche dei riaccompagnamenti. Nel frattempo il Sap chiede più personale
Andrea Pierini
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I controlli sui confini, i riaccompagnamenti verso Slovenia e Croazia e un lavoro strutturato per arginare la Rotta Balcanica. Sono questi i temi sull’agenda del vertice fissato il 2 novembre in prefettura a Trieste alla presenza del ministro degli interni Matteo Piantedosi con i colleghi di Slovenia, Boštjan Poklukar, e di Croazia, Davor Božinović. Piantedosi nella prima parte della mattinata parteciperà al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal Prefetto Pietro Signoriello. Slovenia e Croazia hanno attivato il 21 ottobre i controlli ai valichi, una sospensione soft di Schengen che, secondo quanto riferito dalle autorità ha dato risultati importanti in particolare sul fronte dei passeur.

Il nodo vero sarà quello dei riaccompagnamenti su cui il centrodestra ha sempre insisto ma che restano fermi al palo. Intanto il Sap, con il segretario provinciale di Trieste Lorenzo Tamaro, sottolinea come, nonostante un importante contingente di personale inviato il numero risulta ancora insufficientt «ormai è chiaro che il dispositivo sarà prolungato per un periodo molto più lungo. Per i controlli fissi, sui valichi, servono unità abitative e tensostrutture al fine di dare un rifugio decoroso e sicuro agli operatori di Polizia durante i controlli. Servono – prosegue Tamaro – ulteriori rinforzi di personale, che sia questa volta specializzato ed appartenente alla Polizia di Frontiera per poter svolgere al meglio quelle che sono le pratiche afferenti a quella materia». 

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