Salvini a Trieste: «Manette ai presunti delinquenti. Brusca in carcere a vita»

Sui possibili domiciliari a Giovanni Brusca, il leader della Lega non usa mezzi termini: «Sarebbe un segnale di resa. Chi toglie la vita a decine di persone merita la galera a vita lavorando»
Redazione

Nuova diretta Facebook di Matteo Salvini. Questa volta da Trieste, dove si trova in visita per rendere un omaggio ai due agenti della Questura di Trieste barbaramente trucidati dalla mano di un dominicano. «Mi sono fermato stamattina a Trieste, per andare in Questura e portare un abbraccio e il vostro affetto e sostegno agli uomini e alle donne in divisa, colleghi fino a qualche giorno fa di Matteo e Pieluigi, morti in servizio. Prego i professionisti ‘della sicurezza del giorno dopo’ che stanno sproloquiando da qualche giorno sull’inadeguatezza delle forze dell’ordine: tacete, il silenzio è d’oro», spiega ai detrattori che parlano di insicurezza e impreparazione degli agenti.

«Lavoriamo per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di questi ragazzi – prosegue l’ex ministr-o. Ne parlavo questa mattina con il Questore. Se si potessero ammanettare i delinquenti, gli arrestati, i rapinatori, i violenti, gli spacciatori, gli stupratori, si eviterebbero tanti problemi; come fanno in altri paesi. Ammanettare un delinquente che viene portato in Commissariato o in Questura limiterebbe tanti danni (…). Lavoreremo affinché un delinquente o un presunto tale non possano nuocere. Ringrazio la città di Trieste per l’affetto di massa dimostrato nei confronti dei familiari dei due agenti. Una preghiera affinché il sacrificio e l’impegno di Pierluigi e Matteo non sia vano».

Sui possibili domiciliari a Giovanni Brusca, chiesti dopo 23 anni passati in carcere da pentito (o presunto tale), Salvini non usa mezzi termini: «Dare i domiciliari a Brusca sarebbe un segnale di resa. Non si devono insultate le vittime della mafia. Chi toglie la vita a decine di persone non merita di tornare a casa. Merita la galera a vita lavorando».

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