Sanità del Fvg in subbuglio: anche l’ospedale di Gemona in attesa di risposte

Sono tante le risposte che i gemonesi attendono sul futuro assetto dell’ospedale e confidano che dall’incontro di questa sera con il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi arrivino...
Redazione

Sono tante le risposte che i gemonesi attendono sul futuro assetto dell’ospedale e confidano che dall’incontro di questa sera con il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi arrivino certezze.

I comitati a difesa del San Michele dopo anni di battaglie non hanno ancora perso ogni speranza di vedere accettate almeno alcune delle loro richieste che avevano presentato nel 2017 alla precedente amministrazione regionale. In sostanza chiedono che il San Michele torni a essere ospedale di rete, e non sede di distretto come parrebbe previsto dal Pal aziendale 2019, con un pronto soccorso che superi l’attuale punto di primo intervento, un reparto di medicina per evitare il pendolarismo della popolazione del territorio, presenza ed eventuali reperibilità di specialisti a sostegno del pronto soccorso, una serie di ambulatori in particolare quello cardiologico e “magari qualche reparto di eccellenza – riferisce Claudio Polano portavoce dei comitati- vista l’abbondanza di spazio a disposizione. Considerando che l’anno prossimo l’ospedale di Gemona passerà sotto l’azienda udinese – continua Polano- non sarebbe sbagliato riportare gli ambulatori di neurologia e dermatologia come avveniva in passato grazie alla collaborazione con l’Università. I comitati suggeriscono di creare a Gemona anche un reparto di oculistica per dare risposta alle popolazioni della montagna e della pedemontana.

Dal canto suo il sindaco di Gemona Roberto Revelant ha coinvolto gli altri amministratori del gemonese, Val del ferro e Valcanale aprendo un tavolo con la giunta per rilanciare l’ospedale. Dai confronti con gli altri primi cittadini si starebbe delineando una proposta per ridare dignità all’ospedale.

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