‘Sarà un anno difficile’, il Vecchio Venerando ha sentenziato

Accesso il Pignarûl grant di Coia di Tarcento
Davide Vicedomini

“Sarà un anno difficile. Il fumo è andato diritto”. Questo il responso del Vecchio Venerando, espresso dopo aver interpretato le scintille e le ceneri salite in cielo dopo che è stato acceso il Pignarul Grant di Coia di Tarcento, il falò più atteso fra le pire allestite in Friuli per l’epifania. “Bisogna sempre tenere saldo il cuore e aiutare i più deboli”, ha aggiunto il vaticinatore.

Il programma dei festeggiamenti dedicati all’Epifania ha ritrovato il pubblico delle grandi occasioni, con la salita al colle di Coia accompagnata da una lunga fiaccolata a illuminare la collina prima dell’accensione del fuoco.

Migliaia di persone in coda: dopo due anni di restrizioni causate dal Covid, la marcia beneaugurale di Tarcento in direzione del colle del Pignarul Grant si è riproposta come evento di popolo, capace di coinvolgere l’intera comunità. “È davvero bello vedere tanta gente – ha commentato Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale, che ha preso parte anche quest’anno all’evento – e ritrovare lo spirito di questa manifestazione, il più importante dei fuochi epifanici. È anche un modo per testimoniare che abbiamo attraversato insieme anni difficili e ne siamo usciti più uniti, consapevoli dei nostri valori friulani più autentici, ovvero la tenacia e la passione”.

L’accensione del falò e la profezia del Vecchio Venerando, Giordano Marsiglio è anche un omaggio alla tradizione. E Zanin ha sottolineato “l’importanza di alimentare e sostenere questo tipo di eventi, che sono parte integrante della cultura friulana e svolgono una preziosa funzione di collante per la comunità”.

“Va infatti sempre tenuta presente – ha detto ancora il presidente – l’insidia della globalizzazione culturale, che tende a omologare le differenze tra comunità linguistiche, tra regioni e nazioni. Io ricordo spesso che il Friuli Venezia Giulia fonda la propria autonomia proprio su queste differenze, su questa multiculturalità, sulla ricchezza della diversità. Ed è su queste basi che dobbiamo costruire il futuro delle nostre genti”. Quanto al pronostico per l’anno appena iniziato, il presidente invita tutti “a valutare il proprio fumo interiore, attingendo alle migliori risorse morali, per vivere bene il 2023”.

Accanto alla già ricordata passione che anima gli organizzatori dell’Epifania tarcentina – che ha alle spalle una storia più che centenaria, cominciata nel 1928 – c’è anche il requisito della competenza: “Queste iniziative sono credibili proprio perché coniugano entusiasmo e capacità organizzative: nulla qui è improvvisato. Ed è un modello al quale anche il mondo della politica dovrebbe guardare con attenzione”.

Alla manifestazione culminata con l’accensione del Pignarul e gli spettacolari fuochi d’artificio hanno preso parte numerose autorità, tra le quali il consigliere regionale Edy Morandini e il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati.

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