Sciopero tra i settori privati. In Fvg coinvolti 300mila lavoratori

Prosegue anche in regione la mobilitazione promossa da Cgil e Uil contro la Finanziaria. Presidi a Trieste, Majano e Pordenone. Pezzetta e Zorn: “Rilanciare le politiche industriali”
Redazione
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Servizio video di Isabella Gregoratto.

Tornano in piazza le battaglie per i salari, per una riforma fiscale che sostenga il potere d’acquisto di salari e pensioni, per la difesa della sanità pubblica, per una riforma previdenziale che allenti la rigidità della legge Fornero. Assieme alla grande sfida delle politiche industriali, tema centrale della nuova giornata di sciopero che domani toccherà tutte le regioni del nord. A proclamarla, nell’ambito della mobilitazione contro la Finanziaria varata dal Governo, sono ancora una volta Cgil e Uil, con uno stop di 8 ore, quindi dell’intera giornata lavorativa, che stavolta toccherà i settori privati. In Friuli Venezia Giulia l’agitazione toccherà una platea di almeno 300mila lavoratori, da tutti i comparti del manifatturiero ai servizi, dalle utility al commercio.

La giornata, come spiegano i segretari regionali di Cgil e Uil, Villiam Pezzetta e Matteo Zorn, sarà caratterizzata anche da una serie di iniziative e manifestazioni sul territorio. A Trieste, dove convergeranno anche i manifestanti della provincia di Gorizia, è previsto un presidio a partire dalle 10 in piazza della Borsa, con l’intervento del segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. In programma anche sit-in e volantinaggi davanti a diverse aziende e altri due grandi presidi a livello territoriale, in programma dalle 9.30 alle 10.30 a Majano (Udine), davanti all’ingresso della Snaidero, alla presenza di Lucia Grossi, segretaria generale Uiltemp, e alle 11 sotto la Prefettura di Pordenone, dove le segreterie provinciali di Cgil e Uil hanno chiesto un incontro con il Prefetto. Iniziative che vedranno ancora una volta, come venerdì scorso, il sostegno e una massiccia partecipazione da parte dei pensionati, come sottolineano Roberto Treu e Magda Gruarin, segretari regionali Spi Cgil e Uilpensionati.

Al centro della giornata, come detto, anche l’esigenza di un rilancio delle politiche industriali, «che ora come ora sono del tutto assenti – denuncia il segretario regionale della Uil Matteo Zorn, nonostante la bussola da anni ci indichi la direzione della transizione ambientale ed energetica». Uil e Cgil chiedono un cambio di passo anche sul fronte degli incentivi alla crescita, «che non devono essere erogati a pioggia, ma guardare a obiettivi strategici, a generare lavoro stabile e ben retribuito, con particolare attenzione ai giovani e alle donne». Sul tavolo anche la crisi della Wartsila, a meno da una settimana dal tavolo ministeriale del 30 novembre, «convocato in grave ritardo», dichiara ancora Zorn.

Ma sono anche altre, nell’industria, le situazioni che destano preoccupazione e allarme nel sindacato, «dalle incognite sul futuro di Electrolux a vertenze come quella di Dl Radiators», sottolinea Villiam Pezzetta. «Lo sciopero di domani – dichiara il segretario regionale della Cgil – sarà un’occasione di rilancio del grande tema della centralità del manifatturiero per la tenuta del sistema economico e sociale del Friuli Venezia Giulia. Questa regione – prosegue Pezzetta – ha bisogno di un’idea di futuro che concentri obiettivi e risorse su ben precisi settori strategici, abbandonando una logica di distribuzione a pioggia, generica e dispersiva. Serve un progetto di politica industriale che ha caratterizzato solo parzialmente la gestione del Pnrr, così come si sente l’esigenza di rafforzare il ruolo di interlocuzione della Regione con le aziende e i settori chiave del manifatturiero».

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