Scoprì nave romana a Grado, dopo il premio in ritardo ora arrivano gli interessi

Il Tar ha riconosciuto i danni per la lunga attesa, ma solo in piccola parte
Hubert Londero
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Ottenne il premio di 250mila euro per la scoperta di un’antica nave nelle acque di Grado a 23 anni di distanza e solo dopo aver fatto causa al ministero della Cultura. Per quell’attesa ha chiesto i danni, ma ha ottenuto dal Tar del Friuli Venezia Giulia solo 6mila euro di interessi legali e non il risarcimento completo.

E’ l’ultimo atto della battaglia legale del pescatore gradese Marco Tognon, che nel 2000 trovò i resti di una nave di epoca romana, risalente al terzo secolo avanti Cristo, completa del suo carico di anfore.

Subito dopo, l’uomo chiese il premio dovuto a chi trova beni culturali archeologici. Nel 2015, la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia quantificò la somma. Per ottenerla, però, Tognon dovette fare ricorso al Tribunale amministrativo, che nel 2022 impose al ministero il pagamento del premio, corrisposto nella sua interezza il 9 marzo 2023.

Nelle settimane successive, il pescatore ha presentato un nuovo ricorso per avere i danni causati dalla lunga attesa. Il giudice amministrativo ha accolto solo in parte la richiesta. Nell’arco di 20 anni, dice la sentenza, il pescatore si è limitato a sollecitare il ministero. Invece, avrebbe dovuto chiamarlo in causa fin dal 2002.

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La battaglia legale potrebbe non finire qua. I legali di Tognon, gli avvocati Andrea Pittoni e Lina Sguassero, stanno infatti valutando il ricorso al Consiglio di Stato.

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