Assunti a scuola grazie a diplomi falsi, 39 denunciati in Friuli

Avevano dichiarato esperienze pregresse e votazioni di 100 centesimi. L'operazione DiplomATA delle fiamme gialle di Udine ha fatto emergere un danno erariale di 2 milioni di euro
Alessandra Salvatori
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Si posizionavano sempre in cima alla graduatoria, dichiarando di aver conseguito i diplomi di qualifica professionale con il massimo dei voti – cento centesimi – in istituti scolastici fuori regione e di possedere titoli di servizio maturati lavorando in improbabili scuole paritarie. Proprio questo ha insospettito la guardia di Finanza di Cividale del Friuli, che ha svolto approfondimenti in

collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e provinciale, sulla “carriera” di diversi lavoratori ATA, accertando gravi irregolarità.

Le fiamme gialle hanno così portato a termine l’operazione “DiplomAta”, che ha portato alla denuncia alla Procura di Udine di 39 persone responsabili di aver falsamente

attestato il possesso di titoli culturali, professionali o di servizio per ottenere l’assunzione con contratti a tempo determinato in numerose scuole, dal 2018 al 2022, quali addetti amministrativi, tecnici e ausiliari. Assunzioni che hanno causato un danno erariale di 2 milioni di euro.

Per 15 delle persone denunciate, i diplomi falsi risultavano essere riconducibili a quattro istituti scolastici campani, che rilasciavano all’occorrenza e a richiesta pergamene o certificati di diplomi illegittimi o mai conseguiti.

Altri tre diplomi, poi, rilasciati da un istituto paritario della provincia di Salerno, erano in realtà stati conseguiti da altri studenti. Un lavoratore, poi, è stato assunto sulla base di un diploma di licenza media mai ottenuto. Sono 30 i dipendenti A.T.A. che hanno dichiarato il possesso di titoli di servizio falsi: le indagini hanno dimostrato l’inesistenza di queste esperienze professionali, per le quali non era stato corrisposto alcun stipendio, né versato alcun contributo. Alcune scuole paritarie avevano comunicato l’avvio del rapporto di lavoro ex post, a ridosso del termine per presentare la domanda di inserimento nelle graduatorie.

39 persone sono state denunciate alla Procura di Udine per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e dal privato in atto pubblico, con pene che prevedono la reclusione fino a 6 anni. Il danno erariale da 2 milioni è stato segnalato alla Corte dei Conti di Trieste. In molti casi, i dirigenti scolastici hanno già disposto, nei confronti dei loro dipendenti privi di titoli, la risoluzione del rapporto di lavoro.

Sull’operazione è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Avanti così, sì alla legalità, no ai diplomifici – ha commentato -. L’operazione della Guardia di finanza va nella stessa direzione delle misure che stiamo adottando come ministero per evitare il formarsi di sacche di illegalità nella scuola. Intanto, sulla specifica vicenda abbiamo dato indicazioni perché siano intensificati i controlli da parte dei dirigenti scolastici sui titoli indicati dal personale ai fini della formazione delle graduatorie. Nella scuola non può esservi illegalità”.

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