‘Se non mi paghi pubblico i nostri rapporti intimi sui social’: arrestata

La donna aveva estorto al professionista molto denaro e voleva farsi intestare una casa e farsi comprare un'automobile
Paola Treppo

Disavventura per un professionista di mezza età di Pordenone che, dopo aver allacciato una relazione sentimentale con una donna più giovane, proveniente dai Paesi dell’Est Europa, che si era spacciata per colombiana, è stato ricattato dalla stessa donna. Lo ha minacciato di pubblicare su vari social, dei video sessualmente espliciti girati di nascosto contro la sua volontà.

L’avvenente donna, ricattando quest’uomo, nell’arco di poche settimane è riuscita a ottenere somme in contanti di 400 euro e quindi altri 15000 euro e infine ulteriori 10000 euro. Dopo l’ennesima richiesta estorsiva, l’uomo ha trovato la forza di presentarsi ai Carabinieri della Stazione di Aviano per chiedere aiuto. 

Quelle immagini, se pubblicate, avrebbero rappresentato un pericolo concreto essendo quest’uomo un professionista conosciuto e stimato. 

L’impegno, la professionalità e l’acume investigativo dei Carabinieri di Aviano hanno fatto ancora una volta la differenza. Coordinati dal pubblico ministero, il dottor Federico Baldo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone, sono risaliti all’identità della donna, acquisendo elementi di prova inconfutabili per arrestarla in flagranza nel corso del reato di estorsione, lo scorso mese di ottobre.

L’avidità della giovane, già riuscita ad assicurarsi una somma ingente di denaro, l’aveva portata a pretendere, in cambio della cancellazione dei video e del suo silenzio, il passaggio di proprietà di una casa e l’acquisto di un’autovettura.

Il risultato conseguito dai Carabinieri di Aviano è testimonianza che non bisogna mai assecondare alcun genere di minaccia. Molti giovani, per molto meno, cadono in depressione o, peggio ancora, possono mettere in atto azioni di autolesionismo perché umiliati nel contesto sociale e della loro vita familiare. 

Il coraggio del professionista di Pordenone è dimostrazione concreta che le forze dell’ordine, insieme all’autorità giudiziaria, garantiscono e tutelano l’anonimato, perseguendo tempestivamente ed efficacemente questi eventi delittuosi. Chi sta vivendo situazioni simili trovi quindi la forza di denunciare ricatti ed estorsioni rivolgendosi con fiducia alle istituzioni.

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