Servizi educativi di Udine, il centrosinistra chiede di ‘bocciare’ l’assessore Battaglia

“Udine è di fronte ad una Caporetto. Il sindaco Fontanini ritiri le deleghe”
Giancarlo Virgilio
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Il centrosinistra del Consiglio Comunale di Udine ‘boccia’ – senza appello – l’assessore all’istruzione e ai servizi educativi Elisa Asia Battaglia. Questa mattina, i capigruppo Venanzi (Pd), Patti (SiAmo Udine) e Pirone Innovare – assente per motivi personali la pentastellata Capozzi – si sono dati appuntamento davanti alla scuola elementare Alberti per annunciare alla stampa la richiesta del ritiro delle deleghe conferite dal sindaco Fontanini all’assessore all’Istruzione e l’immenente mozione che sarà depositata in Comune. “Mai come in questi tre anni abbiamo assistito a proteste da parte di famiglie, gestori dei servizi, organizzazioni sindacali e di categoria che hanno espresso un fortissimo disagio per le evidenti mancanze che hanno caratterizzato l’azione politica della giunta Fontanini rispetto ai servizi educativi comunali”, spiegano in coro davanti al plesso di via Baldasseria Media, luogo simbolico dove centinaia di famiglie hanno dato vita allo ‘sciopero del panino’.

“Dalla crisi dei doposcuola del 2019, alla nota situazione del servizio di ristorazione scolastica che ha portato i genitori ad una protesta pubblica sotto il comune una settimana fa contro l’Amministrazione comunale, alle difficoltà ripetute nell’accesso ai centri estivi, alla mancata attivazione dei servizi di pre e post-accoglienza, alla situazione dei nidi (con un taglio del 25 % nei comunali), oggetto di una recente presa di posizione pubblica contro l’assessore da parte dei gestori, la città ha provato sulla propria pelle una nuova Caporetto, quella dei servizi educativi comunali”, aggiungono.

“La giunta sta continuando a penalizzare i bambini e le loro famiglie, a cominciare dai più fragili, perché non ritiene i servizi educativi una priorità ma un’inutile spesa – sbottano – . Udine, da sempre città fieramente europea, non può abituarsi a questa triste realtà, a questa gestione amatoriale dei bisogni delle persone. Le proteste di questi anni sono il segno che i bambini e le famiglie non sono ascoltati e tutelati: non solo, questa giunta è incapace di dialogare con la comunità, chiusa nel palazzo e convinta di essere portatrice della propria verità”.

“Alla luce di questo punto di non ritorno – proseguono- , chiediamo che il sindaco Fontanini, fino ad ora spettatore passivo come in quasi tutte le circostanze, finalmente una decisione la prenda e dia un primo segnale alla città, ritirando le deleghe all’assessore Battaglia. Udine ha bisogno di preparazione, attenzione, serietà, umiltà, e ha bisogno di più qualità nei servizi e di risposte all’altezza dei bisogni delle persone, non di prese in giro”.

“Le famiglie e i bambini stanno pagando le maggiori conseguenze – sottolinea Federico Pirone –. La giunta Fontanini ha sempre sminuito il problema che ricordo è stato sollevato anche da alcuni consiglieri di maggioranza. Non per nulla, risulta che diversi genitori stiano disiscrivendo i propri figli dal servizio. Siamo di fronte ad un dilettantismo politico e amministrativo fatto ai danni dei cittadini”.

“E’ un dovere manifestare il nostro dissenso dinanzi al totale disinteresse posto dalla giunta – prosegue Alessandro Venanzi – . Da un semplice disagio siamo passati ad una patologia che anziché interessare l’amministrazione, la trova indifferente”. “Il sindaco deve assumersi le sue responsabilità – aggiunge categorico il dem- . Siamo alla fine dell’anno: la campanella deve suonare anche per la consigliera Battaglia”.

“Il sistema è fuori controllo – aggiunge Lorenzo Patti – . Serve recedere il contratto e bandire una nuova gara. La salute è un diritto di tutti e a pagarne le conseguenze è il Comune che sta subendo un gravoso danno d’immagine del Comune”.

Presente, insieme ai 3 capigruppo, anche il consigliere Carlo Giacomello, per 16 anni – sottolinea – genitore che ha frequentato la scuola di via Baldasseria Media. “La qualità del servizio scolastico lo si vede nei quartieri più periferici – precisa, rimarcando come in tanti anni da padre e da amministratore non avesse mai osservato così tante proteste da parte dei genitori –. Minare queste certezze è minare il tessuti sociale di una comunità e il futuro dei nostri ragazzi”, rimarca. –

“Questi deplorevoli atteggiamenti adombrano innegabilmente l’immagine stessa della nostra città – commenta Rosaria Capozzi – e l’assessore Battaglia si è dimostrata sorda alle numerose richieste e lontana dal suo ruolo”.

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