Udine più sicura, i cittadini si riuniscono in chat

Alessandra Salvatori
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Alcuni di noi si autotasseranno volontariamente per pagare, in pieno accordo con le istituzioni, a partire dal Comune, delle guardie giurate autorizzate che viglino sulla città nei mesi di novembre e dicembre, per garantire un Natale in sicurezza e tranquillità agli udinesi.
E’ questo il primo impegno garantito da alcuni dei fondatori del gruppo WhatsApp Sicurezza privata, nato una settimana fa e che già oggi conta quasi 600 partecipanti.
Si tratta di persone che vivono e lavorano a Udine: privati cittadini, esercenti, ma anche imprenditori e professionisti rinomati, preoccupati per l’escalation di episodi di microcriminalità in città ed intenzionati a fare la propria parte – soprattutto in termini di proposte – per migliorare la situazione.
L’obiettivo annunciato è quello di dare un contributo per migliorare la sicurezza in città, con spirito apolitico e non populista e nel pieno rispetto delle istituzioni, proponendo iniziative finalizzate a migliorare il presidio del territorio.
I fondatori sono chiari: siamo vicini alle istituzioni, con le quali vogliamo collaborare, perché stanno facendo moltissimo in un contesto difficilissimo. C’è un approccio molto severo nei confronti dei partecipanti alla chat, che aumentano di ora in ora. Chi va in contrasto con i valori fondanti del gruppo viene subito rimosso dalla chat, perché – viene spiegato – crediamo che solo scelte equilibrate ed una interazione fattiva con il comune possano dare risultati. Criticare e basta ed alzare la voce non porta a nulla, se non a generare nuove tensioni. E già ce ne sono abbastanza.
Il gruppo, a fronte delle numerose adesioni, si sta strutturando in comitato, con l’obiettivo di rendere ancora più efficace la propria azione.

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