Siti di culto per i musulmani di Monfalcone, il Consiglio di Stato dice no al commissario

Respinta l’istanza dei due centri islamici che chiedevano una figura terza per individuare un sito dove pregare. Oramai si attende il giudizio del Tar Fvg
Giancarlo Virgilio

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta presentata dai centri islamici di Monfalcone per la nomina di un commissario ad acta che individuasse dei siti di preghiera alternativi a quelli indicati dal Comune di Monfalcone, ovvero il Palabocce di Panzano, il parcheggio delle terme e l’area verde di salita alla Rocca. Le soluzioni proposte, infatti, non sono state ritenute idonee dalle associazioni musulmane Darus Salaam e Baitus Salat, impossibilitate dallo scorso dicembre ad utilizzare le proprie strutture come luoghi di culto, a seguito di due ordinanze sindacali emesse per ragioni urbanistiche, di sicurezza e incolumità pubblica.

L’istanza dei centri islamici oggi è stata respinta dall’organo giurisdizionale. Questa la motivazione: un commissario non avrebbe il tempo di trovare un accordo tra le parti prima del 23 maggio, giorno nel quale il Tar del Fvg si esprimerà definitivamente sull’ordinanza del Comune emessa il 25 novembre, impugnata e ancora oggetto di giudizio.

Per l’amministrazione comunale di Monfalcone si tratta dell’ennesimo pronunciamento dell’organo giurisdizionale che conferma la correttezza del comportamento tenuto dall’ente.

“Nessuna vittoria da parte del Comune di Monfalcone”, invece, secondo il legale delle due associazioni islamiche, Vincenzo Latorraca, che spiega come le decisioni nel merito saranno prese solo a Trieste, anche sotto il profilo urbanistico. L’avvocato, inoltre, tiene a precisare come il dialogo con il Comune sia stato cercato, soprattutto per trovare una soluzione logistica in vista dell’ormai concluso Ramadan. Dialogo che, secondo il legale, è stato ostacolato dal Comune con risposte epistolari tardive o mai arrivate.

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