Video sui social dopo Udinese-Napoli, il Tar conferma il Daspo

Nel filmato incitava agli scontri e insultava le forze dell'ordine
Hubert Londero
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Un Daspo può essere disposto non solo per i comportamenti violenti tenuti in occasione di una partita di calcio, ma anche per le attività solo potenzialmente lesive dell’ordine pubblico. Lo ha ribadito il Tar del Friuli Venezia Giulia, che ha respinto il ricorso di un tifoso friulano a cui è stato fatto divieto per 2 anni di accedere alle manifestazioni calcistiche dopo Udinese-Napoli del 4 maggio.

Tutto risale all’ultima partita dello scorso campionato, dopo la quale si scatenò una rissa tra tifoserie che portò all’arresto di quattro persone. L’ultrà bianconero rimase sugli spalti e non invase il campo, ma insultò due operatori che cercavano di riportare la calma tra le due fazioni e incitò allo scontro un tifoso udinese che aveva superato le transenne. Riprese tutto con lo smartphone e poi pubblicò il video sui social network. Per questo a luglio la Questura di Udine emise il daspo a suo carico, confermato dal Tar.

A nulla vale il fatto che i due operatori e il compagno di tifoseria non udirono le sue grida. Per il giudice la condotta dell’uomo, che si avvalse dei social per diffondere un sentimento di disprezzo e di intolleranza, è stata tale da mettere in pericolo la sicurezza pubblica.

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