Solstizio d’estate, concerto all’alba lungo le sponde dell’antico porto fluviale di Aquileia

Si è svolto alle 4.30 nell'antico Porto fluviale
Redazione
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Aquileia questa mattina ha celebrato il solstizio d’estate con il concerto all’alba di Alessandra Celletti. L’esibizione si è tenuta alle 4.30 di oggi lungo le sponde dell’antico porto fluviale di Aquileia, in occasione della Festa della Musica e come evento di chiusura delle Giornate europee dell’Archeologia.  Per la città romana si è trattato di una prima esperienza, un momento magico che ha sperimentato il passaggio dal buio alla luce sulle note della musica, immersi nell’atmosfera rarefatta dell’area archeologica.

La musicista romana ha presentato per la prima volta dal vivo Experience, il nuovo album che mette in musica l’essenza dell’acqua e il fascino della trasformazione, dando vita ad atmosfere eteree e minimaliste, alternandosi a brani quasi pop.

 “Experience – racconta la pianista – è un po’ il seguito di quell’avventura, ma in una condizione ancora più intima e minimale. Anche se teatri e sale da concerti erano chiusi avevo la necessità di condividere l’emozione dei suoni con degli esseri viventi. Così ho pensato che anche i fili d’erba, gli insetti, gli alberi…anche loro sono vivi e ho deciso di suonare per loro. Sono partita per il Friuli Venezia Giulia, una regione che amo molto, e ho deciso di suonare lungo i corsi d’acqua. Ho trovato posti magici, come il fiume Tagliamento, le pozze smeraldine e il porto fluviale di Aquileia. Quella volta non c’erano persone ad ascoltarmi, ora però sono felice di condividere con tutti questa profonda esperienza di fusione con la natura».

Come l’acqua di un fiume, sempre in movimento, “Experience” è un album difficilmente etichettabile, proprio come l’artista romana capace di metamorfosi da pianista classica a cantante “leggera”. A questo proposito Alessandra Celletti racconta: “Nello stesso fiume siamo e non siamo…La teoria del divenire di Eraclito mi ha sempre affascinato e mi è sempre sembrato entusiasmante abbracciare l’idea del continuo mutamento di ogni cosa e soprattutto di noi stessi”.

 Il fiume scorre di continuo e anche noi cambiamo di continuo. Per questo, dice Eraclito, “non si può discendere due volte nel medesimo fiume”. L’intuizione del filosofo greco è anche l’ispirazione di “In the same river”, focus track dell’album.

“Vorrei prendere per mano l’ascoltatore e portarlo con me in riva al fiume, dove tutto scorre, per donargli l’esperienza di un’atmosfera incantata e limpida fondendo le note del mio pianoforte e della mia voce con i suoni della natura.”.

Diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Alessandra Celletti parte  da una formazione classica ma chi la conosce un po’ di più sa quanto sia grande anche l’attitudine a sperimentare sempre cose nuove tanto che le sue esperienze si moltiplicano con deviazioni interessanti anche nel campo del rock, dell’avanguardia e dell’elettronica. Tantissime le collaborazioni con artisti italiani (da Gianni Maroccolo a Claudio Rocchi, ai Marlene Kuntz, a Franco Battiato) e internazionali (tra cui il mitico Hans Joachim Roedelius, pioniere dell’elettronica tedesca).

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