Pronto soccorso di Udine alle corde, affanno per un picco di accessi

Da Natale registrata una attività intensa al Santa Maria della Misericordia con l'impossibilità di ricoverare i pazienti nei reparti per indisponibilità di posti letto
Redazione

Picco di pazienti nei pronto soccorso di Udine durante le festività natalizie. Dal 25 al 1° dicembre è stato registrato un boom di accessi che ha messo in difficoltà i presidi ospedalieri del Santa Maria della Misericordia. Il numero medio degli accessi è stato di 160 con picchi di 180.
Da Natale a Capodanno sono stati complessivamente 1.145 gli utenti del Pronto soccorso, cui vanno sommati i 550 pazienti visitati al pronto soccorso pediatrico, a fronte di 435 dimissioni dai reparti. Numerosi gli accessi anche presso i Pronto Soccorso dei presidi spoke. Nello stesso periodo sono stati registrati 411 ingressi verso altre strutture, a fronte di 141 dimissioni totali dai reparti.
L’Ospedale di Udine ha elaborato alcune azioni preventive e coordinate per gestire il sovraffollamento e per migliorare i flussi dei pazienti all’interno del percorso di accettazione e di eventuale ricovero con l’obiettivo di migliorare la gestione dell’iperafflusso.
La ragione principale del sovraffollamento dei PS è l’impossibilità di ricoverare i pazienti nei reparti degli ospedali per indisponibilità di posti letto; si tratta pertanto di un problema attuale di tutti i sistemi sanitari e che si manifesta principalmente nei dipartimenti di emergenza, ma che origina all’esterno.
Proprio per affrontare questo fenomeno è stato istituito un tavolo di lavoro di cui fanno parte professionisti sia ospedalieri che territoriali con la finalità di migliorare il percorso del paziente che dal territorio (domicilio o struttura protetta) accede all’ospedale, dall’accettazione in PS al ricovero in medicina alla dimissione nuovamente sul territorio: il gruppo si è inoltre focalizzato sulla gestione dei ricoveri evitabili e sulle criticità che si vengono a creare durante il flusso del paziente all’interno dell’ospedale.
Per tutto dicembre, per migliorare la permanenza di utenti fragili in attesa di ricovero sono stati attivati turni supplementari di operatori che hanno potuto supportare i pazienti per la risposta ai bisogni primari come l’alimentazione, l’idratazione e l’igiene personale. Anche la Caritas da parte sua ha messo a disposizione i loro servizi quali la mensa e un ricovero notturno per persone con problematiche di tipo sociale.
Per il periodo natalizio sono stati inoltre attivati (all’interno del Piano Inverno”), con la collaborazione della Croce Rossa, dimissioni aggiuntive tramite ambulanza dal PS grazie all’estensione dell’orario di disponibilità dell’ambulanza stessa. Il servizio è infatti stato attivato nelle domeniche e nei festivi dal 24 dicembre al 1° gennaio per un totale di 37 volte.
È stata poi implementata la collaborazione con il Policlinico Città di Udine relativamente alla disponibilità di posti letto per ricoveri da PS durante i prefestivi del periodo di festività invernale. Durante questo periodo, inoltre, la dimissione dei pazienti verso il domicilio è stata resa agevolata tramite contatto diretto con l’infermiere di turno dell’Assistenza Domiciliare Integrata da parte dei reparti.
Vale infine la pena ricordare che, da diversi anni presso l’ospedale di Udine, è attiva la funzione di bed management che gestisce in modo centralizzato la risorsa dei posti letto e le dimissioni con flussi comunicativi definiti e standardizzati.
Alcune misure di prevenzione delle infezioni respiratorie stagionali (in particolare Influenza e Sars-Cov2) sono state rafforzate già da qualche mese all’interno del presidio ospedaliero di Udine, sia per quanto riguarda gli operatori sanitari sia per l’accesso ai visitatori.

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