Stop 5G, flash mob a Udine e Pordenone contro il piano Colao

Sabato 20 giugno mobilitazione nazionale unitaria nelle città con i sindaci che hanno vietato l'installazione delle antenne della tecnologia di quinta generazione
Redazione

Sabato 20 maggio a Udine e Pordenone si svolgeranno due flash mob in occasione della mobilitazione nazionale dei comitati Stop5G a sostegno dei Comuni italiani che hanno espresso la loro contrarietà alla tecnologia di quinta generazione. Il motivo della manifestazione sono le parole contenute nel “piano Colao”, ovvero “accellerare lo sviluppo del 5G anche prevedendo di escludere l’opponibilità locale”.

I comitati che si oppongono al progetto ritengono le dichiarazioni del manager ex Vodafone “gravi e inaccettabili”. “Vogliono far prevalere gli interessi economici privati sulla salute dei cittadini –  dichiarano i referenti dei comitati Stop 5G-. Parole che mettono a rischio le decisioni prese da 540 comuni italiani, tra cui Udine, Lauco, Pontebba, Mereto di Tomba, Caneva, Sacile, e Azzano Decimo, e 3 regioni”.

A Pordenone l’appuntamento è fissato dalle 10 alle 10.45 in piazzetta Calderari. A Udine in piazza San Giacomo alle 11.30.

Le istanze dell’Alleanza Italiana Stop 5G

Il documento tecnico Colao, che peraltro contiene un evidente e malizioso errore di calcolo relativamente ai limiti di esposizione, contiene infatti una serie di richieste che, se adottate, trasformerebbe gli italiani in vere e proprie cavie umane per una sperimentazione non solo tecnologica ma sanitaria che non ha precedenti nella storia dell’umanità; la popolazione verrebbe irradiata senza soluzione di continuità fino a 61 V/m di campo elettrico emesse potenzialmente da milioni di nuove antenne per una sommatoria multipla e cumulativa di radiofrequenze da onde non ionizzanti, tra gli agenti cancerogeni per l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che ne rivaluterà la classificazione oncogena entro il 2024.
Il dossier prevede poi di escludere qualsiasi forma di opposizione locale al 5G, scontrandosi con il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, con la consolidata giurisprudenza amministrativa in materia sanitaria (che vede nel Sindaco – ufficiale di Governo – la massima autorità garante della tutela della salute pubblica), con le prerogative urbanistiche riconosciute a Regioni e Comuni di localizzare gli impianti di radiodiffusione e telefonia mobile regolamentandone l’installazione nel proprio territorio come previsto dalla “Legge Quadro sull’Inquinamento Elettromagnetico” n. 36/2001.
Stringendosi ai 360 Sindaci che hanno emanato ordinanze urgenti e contingibili fermando il pericoloso wireless di quinta generazione e ai 540 Comuni d’Italia che hanno approvato atti amministrativi precauzionali, l’Alleanza Italiana Stop 5G rinnova così l’invito a tutti i Sindaci d’Italia a continuare ad emanare provvedimenti contingibili e urgenti atipici per tutelare la salute dei cittadini, chiedendo a tutti i Consigli Comunali e Regionali di adottare urgenti provvedimenti in difesa della salute pubblica, anche promuovendo il co-finanziamento pubblico di uno studio scientifico indipendente, cioè slegato dall’industria, in grado di chiarire gli effetti ambientali e sociosanitari non termici, biologici e a medio-lungo termine delle inesplorate radiofrequenze.
Nella giornata nazionale di mobilitazione unitaria indetta per Sabato 20 Giugno, L’Alleanza Italiana Stop 5G invita quindi tutti i cittadini consapevoli, le associazioni e i comitati territoriali per la moratoria a manifestare uniti ognuno nelle proprie città, nel proprio comune, al fianco del loro Sindaco, ricordando che – secondo il Decreto legge 16 maggio 2020 n. 33 – “è vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico” ed “è consentito lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche, soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento”.
Infine, consegnate al Ministero della Salute 340.000 firme di cittadini richiedenti una moratoria nazionale sul 5G e all’Istituto Superiore di Sanità un dossier sull’inadeguatezza a tutela della salute pubblica da parte del rapporto Istisan 19/11, così come sottolineato nella sentenza del 3.12.19 emessa della Corte d’Appello di Torino nella causa al lavoro iscritta al n. 721/2017 R.G.L., l’Alleanza Italiana Stop 5G rivolgendosi quindi al Governo Conte chiedendo:

  1. di valutare negativamente e non adottare le “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022” redatte dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da Vittorio Colao, destituendone l’incarico per evidente conflitto d’interessi curriculare;
  2. di sospendere immediatamente qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G e di ogni forma evoluta di 4G nelle città italiane, in attesa della produzione di evidenze scientifiche indipendenti sull’impatto, promuovendo la ricerca di tecnologie più sicure, meno pericolose ed alternative al wireless;
  3. di non innalzare gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica dei 6 V/m (0,1W/mq) nel caso di esposizioni in edifici adibiti a permanenze superiori a 4 ore, puntando sulla minimizzazione del rischio sanitario come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dall’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011.

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