Stupore a Valvasone: riscoperto un Leone marciano nell’antico mulino

Il simbolo della Serenissima è riapparso dopo il restauro degli affreschi che hanno coinvolto la facciata dell'antico mulino
Redazione

Una nuova preziosa scoperta nel borgo antico di Valvasone. Con i lavori di restauro degli affreschi dell’antico mulino è ricomparso un Leone marciano di Venezia.

L’Amministrazione comunale di Valvasone Arzene, con il sostegno della Fondazione Friuli, alcuni mesi fa aveva lanciato un innovativo progetto di sostegno agli interventi di restauro delle affrescature presenti nel Comune, visibili dalle pubbliche vie o piazze. Ai proprietari di pareti affrescate era stato assegnato un contributo sostanzioso che ha visto ben 6 interventi finanziati.

Dopo il grande affresco riapparso sul casa Pinni in piazza Castello, in pieno centro storico, nessuno si sarebbe atteso una nuova rivelazione che impreziosisse ulteriormente il Comune. Tolte le impalcature dalla facciata dell’antico molino presente in via XXIV Maggio, la bella sorpresa.

Prima dei lavori del restauro realizzato da Stefano Tracanelli di Spilimbergo, già era visibile la scritta “1473 Fo coperto questo molino a di 6 di luio” accompagnata da alcuni fregi e da un trittico di figure sacre, una Madonna affiancata da un San Rocco e da un’altra figura di difficile individuazione. Tolta una parte di intonaco successivo, però, mai ci si sarebbe attesi di ritrovare un Leone di San Marco, in perfetto stato di conservazione, accompagnato in vesti araldiche da un leone rosso rampante, simbolo della famiglia dei Cuccagna casata dalla quale discendono i di Valvasone.

Lo stesso restauratore spilimberghese ha evidenziato come la presenza di numerose affrescature denota l’importanza che avevano i molini per l’epoca e, in particolar modo, gli opifici presenti nel cuore della vita del borgo antico. Inoltre, ha sottolineato l’evidente proprietà dei Cuccagna al momento della realizzazione del mulino (ancora oggi in funzione grazie alla forza motrice impressa delle acque della Roggia dei Molini). L’edificio fu dunque intonacato nel 1473 e completato poco dopo. Il secondo affresco, infatti, non può essere stato realizzato dopo il 1509, come riferito dal prof. Alberto Rizzi dell’Università di Venezia, che ha già visionato il leone alato rimanendone molto colpito per bellezza e dettaglio.

“Questa nuova scoperta – evidenzia il sindaco Markus Maurmair – aumenta le testimonianze della storia che ha caratterizzato e formato l’antico borgo di Valvasone aprendo nuove finestre di ricerca sulla fase veneziana proprio nell’anno in cui la Regione Friuli – Venezia Giulia vuole ricordare il patriarcato di Aquileia nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua scomparsa per mano veneziana.”. “Come Amministrazione comunale esprimiamo ancora una volta un vivo apprezzamento ai proprietari degli immobili che hanno colto l’opportunità dell’innovativo bando, realizzato dal Comune con il sostegno della Fondazione Friuli, e che sta consentendo una sinergia strategica per il restauro di vive testimonianze d’arte che impreziosiscono il nostro paese”. Insomma un nuovo motivo per fare una visita al Comune di Valvasone Arzene che rappresenta una delle più preziose gemme del Friuli, uno dei Borghi più belli d’Italia.

 

 

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