‘Suo figlio è in carcere, servono soldi’: derubata donna di 93 anni

Prima una telefonata per terrorizzare l'anziana e poi si è presentato a casa un finto avvocato
Paola Treppo

Una donna di 93 anni di Monfalcone è stata derubata di 3000 euro in denaro contante e gioielli da un finto avvocato. La modalità di truffa è sempre la stessa. 

La vedova ha ricevuto una telefonata all’utenza fissa, nella sua casa. Dall’altro capo del telefono un uomo l’ha informata che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale che aveva causato lui stesso e per questo era finito in carcere. Il truffatore informava la pensionata che era necessario subito versare una consistente somma di denaro per poterlo liberare.

La donna, terrorizzata, è caduta nella trappola. Dopo poco si è presentato alla porta una finto avvocato che ha chiesto soldi per liberare il figlio.

La donna ha consegnato quello che aveva in casa in quel momento. Circa 3000 euro tra soldi e i monili in oro. Solo in un secondo momento, contattando il figlio, ha scoperto di essere stata raggirata e il fatto è stato denunciato ai militari dell’Arma della Compagnia di Monfalcone che adesso indagano per identificare il responsabile.

I carabinieri ricordano che in Italia non esiste alcun tipo di cauzione da versare, che i carabinieri non si presentano nelle case a chiedere soldi, così come non si presentano i tecnici del gas o dell’acqua con richieste di consegnare gioielli o beni di valore. Nel caso di persone sospette o telefonate sospette è necessario chiamare il numero unico di emergenza 112, anche solo per un consiglio. 

I Carabinieri della Compagnia di Monfalcone hanno avviato proprio in questi giorni una nuova campagna informativa di sensibilizzazione per evitare questo tipo di odiose truffe a danno di persone anziane e deboli.

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