Tajani sul caso Regeni: “No a strumentalizzazioni politiche”

Il Ministro degli Esteri mercoledì risponderà in Parlamento ma rifiuta le strumentalizzazioni politiche
Andrea Pierini

Arrivare alla verità su Giulio Regeni “per noi è una priorità”, ma “no a strumentalizzazioni politiche”; “mercoledì risponderò in Parlamento”: lo ha detto il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, oggi a Trieste, rispondendo alle domande di Telefriuli.

Arrivare alla verità su Giulio Regeni “per noi è una priorità” ha detto Tajani che, riferendosi alla sua recente visita in Egitto, ha aggiunto: “Ho chiesto al Presidente egiziano e al Ministro degli Esteri di contribuire finalmente a trovare una soluzione che permetta di colpire i colpevoli al termine di un processo. Aver parlato e aver accolto la risposta del Presidente che per primo ha sollevato la questione dicendo che avrebbe l’Egitto fatto il possibile per togliere tutti gli ostacoli che creavano problemi nelle relazioni tra Italia ed Egitto, l’ ho accolto positivamente. Adesso vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Io mi auguro che questo accada. Nessun tentennamento, nessun dubbio sulla necessità di risolvere i problemi – ha proseguito Tajani – sono sempre stato in prima fila quando si è trattato di affrontare la questione Regeni anche in Parlamento Europeo. Lo dirò anche in Parlamento: mercoledì ci sarà un dibattito anche su questo al question time e risponderò, dirò quello che penso e quello che è accaduto”.

“Non ci sono dubbi, la famiglia può stare tranquilla, l’Italia continuerà a cercare la verità?” ha chiesto Telefriuli a Tajani. 

“Assolutamente si – è stata la sua risposta – Non ci devono essere però neanche da parte di altri strumentalizzazioni politiche. Noi facciamo una politica estera per garantire la sicurezza nell’area del Mediterraneo, per risolvere problemi difficili da risolversi, su questo se dobbiamo portare la stabilità in Libia non possiamo fare a meno di parlare con l’Egitto. Ma questo non significa che non continuiamo a insistere per far luce su tutto ciò che è accaduto e che ha portato all’omicidio di un ragazzo italiano che studiava in Egitto. Non c’è alcun dubbio. Non è cambiata la nostra posizione. L’obiettivo della visita – ha concluso Tajani – era quello di affrontare l’emergenza immigrazione, l’emergenza terrorismo perché c’è una presenza crescente di terrorismo nell’area subsahariana e risolvere la questione libica per noi è fondamentale”.

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