Tar Puglia, accolto il ricorso Danieli sull’ex Ilva

Annullato l'aggiudicazione a favore di Paul Wurth e l'intera procedura selettiva avviata da Dri D'Italia
Daniele Micheluz
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Il Tar di Lecce, accogliendo un ricorso presentato dalla Danieli di Buttrio, ha annullato l’aggiudicazione a favore di Paul Wurth e l’intera procedura selettiva avviata da Dri D’Italia (controllata al cento per cento da Invitalia) relativamente all’affidamento dell’appalto per la realizzazione nell’area dell’ex Ilva di Taranto dell’impianto per la produzione del

cosiddetto preridotto da 2 milioni di tonnellate annue, del valore di circa un miliardo di euro. 

La Regione Puglia si era costituita con un intervento ad adiuvandum per appoggiare il ricorso presentato dalla Danieli.   Il Tar ha rilevato che è irrilevante il fatto che il finanziamento Pnrr sia venuto meno, considerando che l’intervento continua ad essere di natura pubblica. Nel merito,

i giudici amministrativi hanno accolto il primo motivo di ricorso, rilevando che le disposizioni di gara richiedevano agli offerenti un’offerta chiavi in mano. La Paul Wurth aveva invece presentato un’offerta limitata alla progettazione e fornitura, con disponibilità a prestare eventualmente consulenza.  Per il Tar l’offerta “non è conforme a quanto richiesto dalla

stessa stazione appaltante. Soddisfattala Danieli. Come fanno rilevare i suoi legali, Sergio Fidanzia e Angelo Gigliola, la multinazionale friulana aveva offerto un contratto chiavi in mano e tempi certi di completamento entro il 30 giugno 2026. “Visto anche il ricorso incidentale di Paul Wurth, il Tar – concludono i legali di Danieli – ha ribadito che è evidente la violazione delle norme del Codice dei contratti pubblici cui la procedura in questione è assoggettata ed ha annullato tutti gli atti della procedura competitiva”.

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