Colpita dall’ex marito mentre mangia i biscotti in auto 

"Tua madre è un cadavere che cammina". Gip convalida l’arresto di Birtig, fermato nei giorni scorsi a Pulfero per tentato omicidio premeditato
Redazione
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E’ stata colpita all’improvviso dall’ex marito mentre mangiava i biscotti in un’auto in un Autogrill: è uno dei dettagli del tentato femminicidio, consumato il giorno dopo Natale, nell’area di servizio Bisenzio Est, sull’Autostrada del Sole tra Firenze e Prato, che ha portato nei giorni scorsi all’arresto, a Pulfero, di Carlo Birtig, 68 anni, con l’accusa di tentativo di omicidio aggravato dalla premeditazione. 

Una serie di particolari sono emersi dall’ordinanza con la quale il Gip del Tribunale di Udine, Roberta Sara Paviotti, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere di Birtig. 

Quest’ultimo già da molto tempo aveva in animo di uccidere l’ex moglie, alla quale contestava di aver preso per sé la società immobiliare di cui erano titolari, lasciandolo senza soldi e senza reddito. 

Birtig, al termine dell’ennesima aggressione, nel febbraio 2021 era arrivato a dire alla figlia di stare attenta alla mamma perché era “un cadavere che cammina”. 

Questi elementi, insieme alla minuziosa attività dei giorni precedenti il ferimento, a cominciare dal nolo di una Fiat Tipo in Slovenia e dal cambio della targa all’automobile, hanno portato il gip a confermare la contestazione dell’aggravante della premeditazione per un delitto che – nella mente dell’uomo – doveva essere perfetto. 

La donna, però, grazie a una reazione di istinto si è salvata riportando ’soltanto’ delle ferite alle gambe.  Nell’interrogatorio di garanzia, Birtig si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo non accettava la separazione e, vivendo in condizioni di instabilità economica, discuteva spesso con la donna in quanto socia maggioritaria di una società immobiliare della quale in precedenza era stato alla guida, e di cui adesso disponeva solo di una piccola quota del 2 per cento. 

Sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, nei giorni precedenti l’agguato,  Birtig ha noleggiato un’auto in Slovenia, una Fiat tipo di colore grigio, sulla quale ha poi applicato una targa riconducibile a un’altra auto dello stesso modello e colore, ma intestata a un uomo del tutto ignaro di quanto sarebbe accaduto, e domiciliato in Piemonte – per questo reato è stato anche indagato per calunnia. Camuffato il mezzo, ha scelto di colpire l’ex moglie lontano dai luoghi dove poteva esser riconosciuto: nei dintorni di Roma e a Segrate, dove la donna vive e lavora come insegnante. Birtig ha così atteso il viaggio di ritorno e alla stazione di servizio vicino Firenze, indossando grossi occhiali da sole a specchio e un grosso cappello, all’improvviso ha sferrato un pugno all’ex moglie, mentre era in auto e stava mangiando dei biscotti, e poi ha cercata di pugnalarla al petto con un coltello seghettato. La donna, che con un guizzo è riuscita a schivare le coltellate, è scesa dall’auto e ha iniziato a gridare e a chiedere aiuto, ma l’uomo è stato rapidissimo: è salito su un’auto parcheggiata poco distante ed è fuggito. 

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