Terziario e turismo, venerdì 22 sciopero per il contratto

Coinvolti 7 milioni di lavoratori, circa 100mila in Fvg
Redazione

Rimuovere le «condizioni irricevibili» poste dalle associazioni datoriali e manifestare una «concreta disponibilità ad erogare un aumento salariale dignitoso ed adeguato, che applichi gli indici inflazionistici e che prenda in considerazione tutto il periodo trascorso dalla scadenza dei Ccnl e i futuri 3 anni di vigenza in caso di rinnovo». Sono le ragioni dello sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil nei settori del terziario e del turismo. La giornata di astensione dal lavoro, proclamata per venerdì 22 dicembre, interessa una platea di circa 7 milioni di lavoratori a livello nazionale e 100mila in Friuli Venezia Giulia.

A bloccare la trattativa sul rinnovo dei contratti, scaduti nel 2019, le distanze non solo sull’entità degli incrementi retributivi, ma anche sulla disciplina della malattia e degli infortuni, su mansioni e inquadramento, oltre alla richiesta, da parte datoriale, di un ulteriore incremento della flessibilità, pretesa considerata irricevibile dai sindacati.

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