Tragedia a Brugnera: uomo ucciso dai cani della cognata, ferita la moglie

L'aggressione è stata condotta da due cani che hanno preso alla gola l'uomo. La vittima è un 65enne
Daniele Micheluz
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Era da poco passata l’una in via Livenza, al civico 4, a Brugnera quando le urla di Avellino Corazza, 75 anni, hanno attirato l’attenzione della moglie Rina. L’uomo, come spesso faceva era andato a dare da mangiare ai cani nella casa accanto, di proprietà della cognata e del nipote. La prima in ospedale per un’operazione, il secondo al lavoro. I due cani di razza Amstaff, una specie di Pitbull, contrariamente ad altre volte lo hanno aggredito.

La moglie non è riuscita a fermare la furia delle bestie, è rimasta ferita ed ha chiamato il figlio Giorgio al telefono. Anche lui, arrivato subito, non ha potuto nulla. E dopo aver visto morire il padre ha preso in casa un fucile da caccia – un Franchi calibro 12 regolarmente denunciato – e ha ammazzato un cane. Sul posto sono accorsi l’ambulanza, i carabinieri della Compagnia di Sacile e la Scientifica, che stanno ricostruendo la dinamica dei fatti.

Oltre al cane abbattuto – il cadavere è stata portata all’Istituto zooprofilattico di Cordenons -, l’altro è stato recuperato dall’ambulanza veterinaria e condotto al canile di Villotta, sotto sequestro. La salma di Avellino è stata portata all’ospedale di Pordenone, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.  

La moglie della vittima è in ospedale mo non in pericolo di vita. Il figlio Giorgio è stato medicato sul posto. Lui e la moglie che hanno assistito all’agonia di Avellino sono sotto shock. “Un fatto incedibile – commenta il sindaco di Brugnera, Renzo Dolfi –. Conosco personalmente tutta la famiglia, Giorgio è affranto per aver visto morire in quel modo suo padre, che chiedeva aiuto, ma non ha potuto aiutarlo”.

Anche i vicini sono sconcertati. “Avellino andava da quei cani tutti i giorni – racconta l’amico Giovanni Lucchese – e non è mai accaduto nulla. Sono animali che vivono qui da anni e ce ne è anche un terzo di un’altra razza. Non mi capacito di come sia successa una cosa del genere – va avanti -. Avellino, dopo una vita di lavoro, era tutto dedito alla sua casa e in particolare era orgoglioso del suo orto. Andavamo spesso al mercato assieme con le nostre mogli. Non ho parole per quanto accaduto”.

Tutta Brugnera è rimasta pietrificata dalla ferocia della vicenda. In tanti sono accorsi in via Livenza per portare la loro vicinanza alla famiglia.

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