Tragedia di Trieste: morta una 51enne, ricoverato il figlio

Un vicino di casa lancia alcune accuse: "Stabile Ater poco sicuro"
Andrea Pierini
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Le fiamme sono scoppiate intorno alle 5 del mattino, a casa c’era Monica Battisti, 51 anni, il figlio di 33 e gli animali domestici. Siamo in via Di Vittorio 22, nella zona tra Valmaura ed Erta Sant’Anna nella piena periferia di Trieste in un maxi condomino gestito dalle Ater di 15 piani e 45 appartamenti in parte anche privati. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con due squadre di Trieste e Muggia, e sul posto la polizia per le indagini di rito, al momento non si esclude nessuna ipotesi. La donna è stata uccisa dalle esalazioni insieme agli animali, il 33enne si è salvato restando vicino a una finestra e venendo estratto dai pompieri entrati nell’appartamento in fiamme con 4 di loro che sono rimasti feriti. L’edificio, secondo quanto denunciato dai residenti e anche da Corrado Tremul, consigliere comunale molto attivo in zona, non era in ottime condizioni essendo stato edificato negli anni ’60.

Proprio un inquilino dello stabile ha lanciato alcune accuse pesanti lamentando diverse mancanze per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza e l’assenza di idranti e manichette. Riccardo Novacco, presidente delle Ater di Trieste, precisa che si tratta di un immobile non tutto di Ater: «Come amministratori non abbiamo nessun tipo di problema sulla dotazione degli impianti anti incendio previsti per legge con idranti ed estintori con certificazioni in scadenza al 24 febbraio del 2026». Attualmente sono rientrati a casa quasi tutti gli inquilini ad eccezione di chi abita sotto l’appartamento incendiato.

45 gli appartamenti evacuati dopo l’allarme.

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