Truffa milionaria, anche la Banca d’Italia parte civile

All’udienza di oggi al Tribunale di Pordenone che vede imputatati 13 collaboratori di Fabio Gaiatto e della Venice Investment ci sono state nuove costituzioni, tra cui quella dell’istituto bancario c...
Daniele Micheluz
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C’è anche al Banca d’Italia, pronta a tutelare la propria immagine, tra le nuove costituzioni di parte civile nel processo sulla truffa da 70milioni di euro ai danni di oltre 3.000 risparmiatori delle Venice Investment Group. Nel filone principale del procedimento oggi si è svolta una nuova udienza al Tribunale di Pordenone che vede 13 imputati, collaboratori di Fabio Gaiatto (già condannato a 15 anni in primo grado) ai quali la Procura contesta il reato di truffa aggravata, associazione per delinquere e abusivismo finanziario. Come per Banca d’Italia, il collegio presieduto dal giudice Alberto Rossi ha ammesso tutte le parti civili, che così proveranno a ottenere il risarcimento del danno economico. Inoltre, alle 920 costituzioni se ne sono aggiunte oggi altre quattro, da parte di persone truffate da 10 a 65mila euro, che sono state ammesse.

Non ammesse alla responsabilità civile, invece, le quattro banche estere che hanno avuto rapporti finanziari con la società di Gaiatto, con sedi in Slovenia e Croazia: Lubianska, Addiko Bank, Hypo e Zagrebacka. Nel frattempo sul tavolo della Procura sono arrivate altre 120 querele. Motivo per cui il pm Raffaele Tito ha chiesto un cambio di capo d’imputazione per farle rientrare nel processo ed evitare un nuovo procedimento. Il collegio alla fine ha rinviato, fissando la prossima udienza per il 17 dicembre.

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