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Casa dello studente di Udine: soli 101 posti letto su 15mila universitari

L'immobile di viale Ungheria è dismesso da 5 anni. A disposizione i soli alloggi ai Rizzi. Protestano i rappresentanti dell'Udu

A Udine su circa 15 mila studenti universitari iscritti all'ateneo friulano si contano solamente 101 posti letto nelle case dello studente presenti in città. Dal 2017 risulta infatti chiuso il grande edificio di Viale Ungheria per lavori di ristrutturazione e di adeguamenti antisismici. Le sole camere a disposizione risultano quindi unicamente quelle presenti nella Casa dello Studente del Polo scientifico dei Rizzi. A Trieste, invece, su 16 mila iscritti sono presenti 584 alloggi. Da qui la protesta dei rappresentanti dell'Udu (Unione degli universitari di Udine) e la presa di poarte della politica.

Moretuzzo (Patto): inaccettabile

«Già è inammissibile che una città universitaria sia priva da cinque anni di una struttura adeguata che possa ospitare gli studenti universitari; apprendere che si stia ipotizzando una sua riconversione per scopi diversi dalla residenzialità universitaria, che ovviamente non sarà a costo zero, ha dell’incredibile». Non usa mezzi termini il capogruppo di Patto per l'autonomia Massimo Moretuzzo, in merito agli ultimi sviluppi sulla Casa dello studente di viale Ungheria.

«Nel frattempo, le esigenze abitative della popolazione universitaria di Udine, in particolare di quella che afferisce ai poli umanistico, giuridico ed economico del centro cittadino, non trovano risposte adeguate ed evidentemente non le troveranno neanche nel prossimo futuro», continua Moretuzzo, raccogliendo la forte preoccupazione degli universitari di Udine, che, attraverso le loro rappresentanti, hanno preteso chiarezza rispetto a una situazione ormai insostenibile che lede il diritto allo studio. «L’Università di Udine – a parità di iscritti con quella di Trieste – è già fortemente penalizzata in termini di trasferimenti ministeriali, poiché è finanziata dallo Stato in misura nettamente inferiore all’ateneo triestino, basandosi su un dato storico ormai superato che non dà atto della crescita avvenuta. L’indisponibilità della Casa dello studente di viale Ungheria la rende anche meno appetibile a chi potenzialmente è interessato a iscriversi, senza dimenticare lo spreco di denaro pubblico utilizzato per ristrutturare in tempi recenti l’immobile, ora chiuso, con la prospettiva di nuovi investimenti finalizzati a un suo diverso impiego e con la necessità di individuare soluzioni nuove per gli studenti, soluzioni che evidentemente prevedono un allungamento delle tempistiche con tutte le criticità che ne derivano. Veramente è impossibile trovare soluzioni per l’adeguamento sismico o forse quello che manca è la volontà di trovare risposte con tutti gli attori coinvolti?», conclude il capogruppo del Patto per l’Autonomia.

Santoro (Pd): Servizi inadeguati anche nei trasporti

«Udine merita di essere una vera città universitaria e non semplicemente una città dove ha sede un'università - afferma la consigliera regionale Mariagrazia Santoro (Pd) -. La differenza è sostanziale e sta soprattutto nei servizi che vengono messi a disposizione degli studenti, cosa che non sta accadendo con la colpevole inerzia della Regione e dell'amministrazione comunale incapace di programmare infrastrutture e servizi».  
«Il primo fatto grave – prosegue Santoro – è che dal 2017 non esiste più una casa dello studente in centro città, in viale Ungheria dove prima della chiusura i posti erano 280 poi portati a 260. Adesso gli studenti ricevono un contributo alloggio per appartamenti privati o per accedere a un convitto, ma si tratta ovviamente di soluzioni ben più onerose. A questo si aggiunge il valore della casa dello studente di viale Ungheria data in primis dalla collocazione in centro, in prossimità della stazione a servizio del polo umanistico e giuridico-economico. E ancora, esiste l'elemento della socialità che si crea tra i ragazzi e le ragazze. A fronte di questa grave mancanza, il sindaco Fontanini è stato capace solo di proporre una riconversione dello stabile Ardiss, come se fosse la cosa più ovvia e semplice. In realtà oltre a questo errore strategico, la sua amministrazione ha dimostrato in questi quattro anni l'incapacità di programmare un servizio di trasporto pubblico degno di una città universitaria, nonostante dal contratto del tpl ci siano ancora chilometri di servizio inutilizzati che potrebbero essere rivolti agli studenti. Sui posti letto, infine, Trieste ha molti più posti Ardiss rispetto a Udine, a parità di iscritti, proprio a dimostrazione dell'incapacità dell'amministrazione Fontanini».

Liguori (Cittadini): Subito un tavolo

Tra i primi a rispondere all'appello di Udu è la consigliera regionale Simona Liguori, che propone l'immediata apertura di un tavolo di confronto dove trovare in fretta una soluzione. "Gli studenti - spiega Liguori - hanno tutte le ragioni per rivendicare spazi e strutture che in altre realtà universitarie, anche regionali, certo non mancano. La situazione denunciata va affrontata e risolta con il contributo di tutti i soggetti interessati, ovvero prime fra tutte le istituzioni coinvolte". "Preoccupa - si legge ancora nel comunicato - che qualcuno abbia addirittura ipotizzato di riconvertire l'edificio di viale Ungheria per scopi diversi dalla residenzialità universitaria ed è dunque necessario istituire subito un tavolo operativo di confronto attorno al quale far sedere, oltre ai rappresentanti dell'Unione degli universitari di Udine, anche quelli di Ardis (Agenzia regionale per il diritto allo studio del Friuli Venezia Giulia), Regione, Comune di Udine, Università degli studi di Udine e i rappresentanti sindacali della Fillea Cgil". "Non è pensabile che questa spiacevole situazione - conclude la consigliera Liguori - perduri ancora o, peggio, che l'ateneo friulano perda definitivamente servizi che lo renderebbero sicuramente meno appetibile di altre sedi nelle scelte degli universitari".

Honsell (Open): Grave. Interrogazione sul tema

"È molto grave che i rappresentanti dell’associazione studentesca universitaria UDU Udine esprimano profondo disagio e denuncino di non disporre da cinque anni della Casa dello Studente di Viale Ungheria a Udine - premette il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg ed ex rettore Furio Honsell -. Il ruolo delle case dello studente pubbliche non può essere sostituito da case private o convitti - prosegue -. Il fatto è ancora più grave perché in Consiglio, anche recentemente ci è stato assicurato, anzi l'Assessorato si è vantato, che tutto andasse benissimo con la piena soddisfazione degli studenti. Intendiamo depositare  un'interrogazione all'Assessore Rosolen a riguardo per capire dove sta il problema, i tempi, e perché ci era stato detto che la situazione fosse esemplare."

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