Udine tappezzata. Nuova campagna animalista contro lo sfruttamento degli animali

"Non è un petto di pollo è una vita che vuole vivere". Come nel 2919, riapparsi i manifesti shock nel capoluogo friulano e in altre città della regione
Giancarlo Virgilio

Per le strade di Udine è difficile non notarli. Stiamo parlando dei manifesti choc con l’immagine di una gallina in doppia versione: quella viva, forse all’interno di un un’aia, e quella che generalmente troviamo in supermercato, all’interno di una comoda vaschetta di plastica.

La campagna animalista, come spiegato sui siti di riferimento, sfrutta le affissioni pubbliche e nasce dalla volontà di voler stimolare il dibattito sugli allevamenti intensivi e sull’alimentazione vegetale e vegetariana.  

Come avvenuto a fine novembre 2019, nel capoluogo friulano e in alcuni paesi della regione sono tornati ad apparire questi cartelloni pubblicitari (di un metro per un metro e quaranta), acquistati  attraverso donazioni o raccolte fondi – da privati o da associazioni animaliste locali.

“Non è un petto di pollo, è una vita che vuole vivere. Salvalo. Non mangiarlo”. Questa la didascalia che appare all’interno dei manifesti pubblicitari (di un metro per un metro e quaranta) di Vegfacile.  Gli spazi per le pubbliche affissioni vengono poi acquistati – attraverso donazioni o raccolte fondi – da privati o da associazioni animaliste locali.

“Contrariamente a quanto si pensa – spiegano i referenti di AgireOra Edizioni in un volantino -, le galline sono animali interessanti e intelligenti quanto i mammiferi, come i cani e i gatti. Non sono “carne”, ma animali. I polli “da carne” (maschi e femmine) sono allevati in capannoni affollatissimi dall’aria irrespirabile. In 38 giorni raggiungono un peso enorme, che la loro

struttura ossea non riesce a reggere: per questo, molti animali sono storpi e soffrono di forti dolori a zampe e articolazioni. A 45 giorni sono uccisi, mentre potrebbero vivere fi no a 7 anni”.

Polli e galline, dopo i pesci, sono infatti gli animali più uccisi al mondo. “Non chiediamo di adottare una gallina o un pollo al posto di un cane – proseguono -, ma di smettere di sostenere un sistema che causa sofferenza e morte. Per salvare questi animali innocenti, basta evitare di mangiare pollo e uova”.

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