Uomo delle pulizie razzia la ‘stanza segreta’ della villa e si dà alla pazza gioia

Aveva nascosto una ingentissima somma di denaro in una colonna in cartongesso
Paola Treppo

Il 18 marzo scorso, i carabinieri della stazione di Aviano erano intervenuti in una villa dove due professionisti avevano denunciato un furto, apparentemente senza nessun segno di effrazione.

Allora era stata rubata una ingentissima somma di denaro che era custodita in una vano segreto ricavato all’interno della loro abitazione. La stanza segreta. 

I militari dell’Arma hanno avviato immediatamente le indagini con accurati rilievi, coordinati dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Pordenone, il dottor Federico Facchin.

Questa notte la svolta, punto dopo poco più di un mese di complesse attività investigative, condotte anche con attività tecniche e prolungati servizi di pedinamento e osservazione, i militari della stazione di Aviano e del Nucleo Operativo della Compagnia di Sacile, comandata dal maggiore Michele Grigoletto, e della stazione di Polcenigo, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto disposto dal Pm nei confronti delle domestico di fiducia, una quarantenne originario di Bitonto, in provincia di Bari, che lavorava da tempo alle dipendenze della famiglia depredata.

Si è trattato di un lavoro meticoloso, particolarmente scaltro e professionale, quello effettuato dai militari che, analizzando la vita privata del collaboratore infedele, subito individuato come principale sospettato del furto, ne hanno disvelato l’insospettabile vita parallela, particolarmente prodigo di regali da alcune settimane.

Gli inconfutabili indizi raccolti dagli investigatori e il dimostrato pericolo di fuga dell’uomo, che non aveva più un rapporto familiare stabile, e che poteva scappare per sottrarsi alle conseguenze derivanti dalla scoperta di quanto accaduto da parte dei suoi familiari, hanno consentito al Pm di emettere il provvedimento di fermo, eseguito nella tarda serata di ieri dai carabinieri.

Sottoposto a perquisizione, messo alle strette, il domestico ha ammesso le sue responsabilità e ha consentito ai militari di ritrovare, all’interno della sua abitazione, occultati in una colonna in cartongesso della cucina, e del garage, la quasi totalità della ingentissima somma di cui si era illecitamente impossessato, ora sottoposta a sequestro.

Difeso dall’avvocato Marco Zucchiatti del Foto di Pordenone, si trova ora in carcere con l’accusa di furto con destrezza aggravato dal danno patrimoniale di ingente entità. 

Innegabile la soddisfazione degli derubati che hanno avuto parole di apprezzamento e riconoscenza nei confronti dell’operato dei carabinieri che hanno portato a termine una brillante operazione.

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