Usb: i porti italiani devono restare pubblici, servono garanzie su questo tema

L’organizzazione sindacale Usb ha voluto lanciare l’allarme sul futuro del porto di Trieste dopo le dimissioni del presidente Zeno D’Agostino
Andrea Pierini
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I porti italiani devono restare pubblici. L’organizzazione sindacale Usb lancia l’allarme dopo le dimissioni di Zeno D’Agostino dall’autorità portuale alto adriatico orientale sottolineando la necessità di mantenere l’impegno dell’ex presidente evitando che i privato possano entrare nelle autorità. Massimiliano Generutti ha voluto lanciare l’allarme in particolare per quello che potrebbe accadere dopo le elezioni europee. «Al momento – spiega – solamente un partito che fa parte dell’attuale governo ha questo desidero». Attualmente l’autority di Trieste e Monfalcone è passata nella mani del commissario Vittorio Torbianelli «sappiamo – hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori – che ha una visione molto più economica e abbiamo il timore che possano esserci ricadute sul mantenimento delle maestranze, dei salari e delle attività». Infine Usb ha voluto chiedere a Msc di fare chiarezza sull’impegno in particolare per quanto riguarda il Molo VIII. 

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