Vacanze pasquali: viaggi consentiti solo all’estero

Se in Italia non ci si può muovere per turismo, se non per motivi di lavoro, salute e necessità, non sarà vietato spostarsi fuori dai confini nazionali per chi volesse godersi del...
Redazione

Se in Italia non ci si può muovere per turismo, se non per motivi di lavoro, salute e necessità, non sarà vietato spostarsi fuori dai confini nazionali per chi volesse godersi delle vacanze pasquali. In vista della Pasqua, il Ministero dell’Interno ha chiarito in una nota che è permesso spostarsi all’estero per turismo, ovviamente nei paesi dove è permesso. Per questo motivo saranno permessi gli spostamenti tra regioni (rosse e arancioni) finalizzati al raggiungimento dell’aeroporto di partenza. Le mete di destinazione vanno, però, ponderate bene, verificando le restrizioni applicate dai singoli Paesi.

Il chiarimento del Viminale arriva dopo la richiesta dell’Astoi, associazione dei tour operator italiani, di chiarire se – viste le restrizioni imposte dal Dpcm del 2 marzo ed essendo vietati gli spostamenti extraregionali fino al 30 aprile- era consentito andare in aeroporto “in caso di viaggi per turismo verso destinazioni estere non interdette”.

Secondo le regole del Dpcm infatti, nelle zone arancioni non è consentito uscire dal proprio Comune di residenza se non per lavoro, necessità e urgenza e nelle zone rosse è fatto divieto di uscire dalla propria abitazione. La nota del Viminale ha spiegato che “sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento”. È dunque consentito muoversi purché “muniti di autocertificazione”.

Non è però possibile recarsi in qualunque Paese, viste le restrizioni presenti in alcuni Stati per via dell’emergenza sanitaria.

Questi i Paesi in cui è possibile andare per turismo, senza necessità di altra motivazione: Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Chi fa rientro dall’Austria, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti deve sottoporsi alla quarantena di 14 giorni. Isolamento fiduciario al ritorno in Italia è stato stabilito anche per chi rientra da Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia.

Tutte le informazioni sulle regole da rispettare nei Paesi in cui ci si reca sono disponibili sul portale Viaggiare Sicuri del ministero degli Esteri. La Farnesina raccomanda di “verificare sempre la normativa prevista per l’ingresso in ciascun Paese, in quanto potrebbero essere previste limitazioni da parte delle Autorità locali”. All’arrivo occorre sempre rispettare le restrizioni locali e al ritorno in Italia nella maggior parte dei casi è obbligatorio sottoporsi al tampone. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

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