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In fiamme il Pignarûl grant di Tarcento, «Fumo a sud, anno duro ma migliore da Pasqua»

Acceso il grande fuoco epifanico di Coia. Dopo la fiaccolata e il minuto di silenzio in onore delle vittime del Covid, è arrivato il vaticinio per il nuovo anno. Il Vecchio Venerando: "Bisogna aiutarsi di più"

Accesi alle 18 in punto in tutta la Conca tarcentina i 10 fuochi epifanici rimandati quest'anno a causa delle disposizioni anti-covid. Tradizione rispettata, dunque, anche se non avvenuta nel tradizionale giorno dell'Epifania. La celebrazione, dalle origini antichissime, purificatorie e propiziatorie, è iniziata con una suggestiva fiaccolata, seguida da un minuto di silenzio tenuto in onore e in ricordo delle vittime morte a causa del Coronavirus. Appena si sono alzate le fiamme e la grande pira epifanica - realizzata dagli alpini di fronte al Castellaccio - ha iniziato a sprigionare calore e fumo,  è arrivato l'atteso responso per il 2021 da parte del Vecchio Venerando.

"Miglioramenti ci saranno solo dopo Pasqua" ha spiegato il vaticinatore Giordano Marsiglio (vedi VIDEO in alto). "Avremo ancora qualcosa da patire, circa mezzo anno, ma inizieremo ad uscirne dopo Pasqua. Anche se marzo sarà un mese più difficile rispetto a quello dello scorso anno. La gente, però, deve iniziare ad aiutarsi di più", ha sottolineato il saggio.  "Bisogna pensare in particolar modo ai giovani, che hanno bisogno di essere aiutati e acculturati. Biosgna aiutarsi a vicenda".

L'evento si è svolto in assenza del pubblico e nel rispetto di tutte le normative vigenti. Oltre alla stampa accreditata e al presidente della Pro Loco, Nazareno Orsini, erano presenti anche alcune autorità, tra le quali il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente del Consiglio regionale del Fvg, Piero Mauro Zanin e il consigliere regionale Edi Morandini.

Il falò del Pignarul Grant come un fuoco rigeneratore che richiami tutta la comunità regionale all'etica della responsabilità. Così Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, ha riassunto il significato dell'evento organizzato in serata a Tarcento. "Speriamo che questo fuoco - ha detto Zanin - rappresenti la luce dopo la tenebre della pandemia. Di sicuro è un richiamo etico per tutti i cittadini, e in modo particolare per chi fa politica: dopo il secondo conflitto mondiale e il terremoto, siamo chiamati a una terza ripartenza e dobbiamo dare risposte immediate, sicurezza e speranza alla nostra gente. E' una grande responsabilità - ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio regionale - gestire bene i fondi che arriveranno, a vantaggio di famiglie, imprese e lavoratori". Zanin ha giudicato "toccante" il minuto di silenzio che ha preceduto l'accensione del falò per ricordare le vittime della pandemia nell'anno appena concluso. "Lo abbiamo dedicato - ha aggiunto il presidente - anche ai tanti che nei mesi più difficili hanno fatto la loro parte fino in fondo, a volte fino alle estreme conseguenze, e mi riferisco in particolare al personale sanitario e alle forze dell'ordine. Il loro comportamento è una spinta morale che dobbiamo recuperare anche oggi. E ogni cittadino è chiamato a fare la sua parte, in una grande alleanza, come un corpo unico composto da tante membra". "Le sfide che abbiamo davanti - ha sottolineato ancora Zanin - sono impegnative, a partire dall'inverno demografico e dalla necessità di costruire un'economia che abbia una valenza sociale e non lasci indietro nessuno. Io sono convinto - conclude - che le energie morali che questa regione ha dentro di sé ci consentiranno di guardare con fiducia all'anno nuovo,: dobbiamo lasciarci alle spalle la pandemia e cominciare a costruire il Friuli dei prossimi 20-30 anni, con una visione ampia che guardi alla regione del 2050".

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