Nella Venezia Giulia il numero dei pensionati ha superato quello degli occupati

Regge Pordenone, si salva l'ex provincia di Udine. La Cgia di Mestre lancia l'allarme su quello che si sta osservando oramai in molte regioni d'Italia.
Giancarlo Virgilio
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Cala drammaticamente il numero dei lavoratori regolari. Aumenta inesorabilmente, invece, la quota dei cittadini in quiescenza. Di anno in anno la base occupazionale in Italia si riduce, mentre aumenta quella di chi si è guadagnato il riposo. Lungo la penisola il numero delle pensioni ritirate mensilmente (ovvero 22milioni 772mila) oramai ha superando la quantità degli stipendi erogati ( salita a quota 23 milioni).  Un risultato preoccupante secondo la CGIA di Mestre, causato principalmente da tre fattori chiave: la denatalità, l’invecchiamento della popolazione e la presenza dei lavoratori in nero. Tra le zone con un saldo negativo tra occupati e pensionati troviamo in particolare le regioni del Sud Italia, ma il fenomeno oramai si sta osservando anche in diverse province del Nord.

Il Friuli Venezia Giulia è tra le 9 regioni che con un saldo ancora positivo (+14 mila), ma il trend è destinato a peggiorare. I livelli d’impiego sono positivi soprattutto in Friuli [nell’ex provincia di Pordenone (+15 mila) e nell’ex provincia di Udine (+1.000)]. Saldo in pareggio, invece, a Trieste. Negativo a Gorizia (- 2 mila).

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