Violenze sulla minoranza slovena, un libro a Gorizia fa luce

Matteo Femia
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“Cronache di ordinaria persecuzione Dal confine orientale 1942-1945”. E’ il titolo di un libro che tratta delle violenze perpetrate dallo Stato fascista ai danni dei cittadini di madrelingua slovena residenti nella provincia di Gorizia e alle popolazioni slave delle limitrofe aree della futura Jugoslavia: scritto da Metka e Boris Gombac ed edito da Fondazione Sklad e Centro Isontino di Ricerca storica “Leopoldo Gasparini”, è stato presentato l’altra sera a Staranzano e vuole far luce su una delle pagine più nere della storia italiana. I soprusi erano all’ordine del giorno: bastava azzardarsi a parlare in osteria lo sloveno, lingua vietata dal regime, per rischiare il confino. Il libro parla inoltre anche del campo di smistamento per deportati di lingua slovena creato a Poggio Terza Armata.

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