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Visite dermatologiche: sotto osservazione i rush cutanei

Il team di medici di Radiologia Cervignanese ha infatti effettuato circa 500 prestazioni nell’ultimo anno, con una media di 10 interventi terapeutici al mese ed esame istologico effettuato presso la clinica universitaria dell’Ospedale di Udine

Brusca impennata del numero delle visite dermatologiche effettuate a Cervignano dal 2019 a oggi, e per quanto riguarda l’ultimo semestre, va registrato un legame sinora inedito con la pandemia da Covid-19.

Il team di medici di Radiologia Cervignanese ha infatti effettuato circa 500 prestazioni nell’ultimo anno, con una media di 10 interventi terapeutici al mese ed esame istologico effettuato presso la clinica universitaria dell’Ospedale di Udine, con il quale la struttura è convenzionata. Rispetto agli anni precedenti, si tratta di cifre in forte aumento per Radiologia Cervignanese, operativa nella branca della dermatologia dal 2017, nonostante la sospensione dell’attività imposta dal lockdown e il successivo rallentamento della frequenza delle visite conseguente il rigoroso rispetto delle misure di prevenzione anti Covid.

Se il fattore primario di questo incremento rimane il monitoraggio preventivo contro malattie mortali come i melanomi, che si manifestano anche in età giovanile, lo studio delle anamnesi dei pazienti visitati in Dermatologia a Cervignano ha messo in luce come ulteriore causa la preoccupazione verso il contagio del Covid 19.

Fra i sintomi della malattia, infatti, compaiono caratteristiche manifestazioni cutanee, i cosiddetti rush, riscontrati nel 20% dei malati di Coronavirus con patologia conclamata, anche del tutto asintomatici. Sono lesioni della pelle simili a quelle di morbillo e dell’orticaria o, in alcuni casi, anche vescicole, spesso infiammate, tipiche di altre patologie virali.

Nella maggior parte dei casi non sono gravi, scompaiono spontaneamente nel giro di una decina di giorni e non richiedono particolari terapie farmacologiche. Difficile al momento correlare le diverse tipologie di queste manifestazioni ad età e sesso dei pazienti, o al grado di sviluppo del virus, anche se tra i diversi tipi di esantema riscontrati, uno in particolare è relazionato alla fascia di età dell’infanzia e dell’adolescenza.

Si tratta di lesioni rosse e violacee, presenti in particolare sulle estremità delle dita di mani e piedi, molto simili ai geloni provocati dal freddo eccessivo, che compaiono in pazienti che per il resto sono completamente asintomatici.

Sebbene anche in questo caso non siano gravi e risultino guaribili senza alcuna terapia, è fondamentale non trascurare queste manifestazioni cutanee, e anzi, che venga valutata la loro eventuale correlazione con il virus Covid-19 dal medico di famiglia o da un dermatologo, dissipando ogni minimo dubbio con un tampone rino-faringeo o con un test sierologico.

“Occorre ribadire l’importanza di uno screening dermatologico che andrebbe fatto una volta all’anno - sottolinea la dottoressa Erica Antonini, dermatologa presso la struttura di Cervignano - ricordo che i danni cronici provocati dal sole non sono da sottovalutare: sono lesioni precancerogene, e i tumori della pelle che hanno una forte relazione con le scottature solari sono in aumento". 

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