Zecche, i rischi del morso e cosa fare per rimuoverle

Con l’arrivo della bella stagione diventa più frequente la possibilità di essere morsi dalle zecche. Dopo una passeggiata nei boschi o al termine di attività all’aria ...
Redazione

Con l’arrivo della bella stagione diventa più frequente la possibilità di essere morsi dalle zecche. Dopo una passeggiata nei boschi o al termine di attività all’aria aperta in giardino e spazi verdi è sempre opportuno controllare la superficie cutanea.

Al reperimento di una o più zecche, senza presidi inutili e talora dannosi quali olii, creme e fiamme, l’ospite indesiderato va rimosso con l’ausilio di una semplice pinzetta. Attraverso un movimento rotatorio la zecca si estrae con facilità a domicilio.

Superata questa semplice procedura il paziente o il genitore dovrà prestare attenzione alla sede dell’inoculo osservando l’eventuale comparsa di una chiazza eritematosa che tende ad espandersi in senso centrifugo.

Quest’osservazione va iniziata almeno dopo 4 giorni la rimozione dell’insetto. Manifestazioni precoci a 1-2 giorni vanno ascritte all’irritazione della puntura e tendono a risolversi da sole.

La comparsa della chiazza che può raggiungere anche dimensioni considerevoli e ben oltre i 10 cm, deve indurre il paziente a recarsi presso il proprio Medico di Medicina Generale, che potrà procedere quindi a diagnosi di Borreliosi in fase precoce.

A questa seguirà la prescrizione di opportuna terapia antibiotica. Eventuali esami del sangue di conferma non hanno utilità nell’immediatezza della puntura perché potrebbero essere falsamente negativi così come non è opportuna una terapia antibiotica in profilassi in uno scarsissimo bilancio danni/benefici.

In caso di dubbio diagnostico o interpretativo su esami ematochimici o in caso di comparsa di manifestazioni specialistiche che possano essere ascritte a Borreliosi, il Medico di Medicina Generale potrà inviare il paziente in visita con priorità B. Accertata la problematica, a giudizio del dermatologo il paziente potrà accedere su necessità, all’ambulatorio di secondo livello dedicato alla Malattia di Lyme e Co-infezioni presso la Clinica di Dermatologia e Venereologia della propria azienda ospedaliera.

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