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Zone colorate e Greenpass, domani le nuove regole

Le colorazioni potrebbero variare in base ai posti letto occupati in ospedale. Lunedì lasciapassare obbligatorio in luoghi affollati

Domani, teoricamente, sarà il giorno della risposta. Il vertice odierno tra la conferenza delle Regioni guidata da Massimiliano Fedriga e il governo si è concluso con un nulla di fatto in quanto l’esecutivo dovrà, unitamente al Comitato tecnico scientifico, valutare le proposte ricevute e trovare la mediazioni. Da un lato, gli esperti, vorrebbero il Green pass obbligatorio per tutti, le Regioni invece hanno proposto un sistema a scaglioni sulla base dei contagi con, e qua sta il punto nodale, la libertà anche in zona rossa per chi ha effettuato il doppio ciclo di vaccinazione. C’è anche il tema tamponi che potrebbero consentire di godere delle libertà della certificazione verde per 48 ore. Confermata anche la linea sulla scuola: sempre in presenza se dotati di Green pass. 
Su questo tema il vicepresidente Riccardo Riccardi ha sottolineato il paradosso che vede il Fvg ai primissimi posti per la profilassi del personale scolastico e agli ultimi per i vaccini al personale sanitario. In questo senso sono ancora 1.350 i sanitari no vax ridotti dai 5 mila di inizio campagna.  Riccardi, nel corso del discorso di complimenti in area Giuliano Isontina per specializzandi e studenti di medicina che hanno preso parte alla campagna vaccinale, ha anche sottolineato come attualmente la copertura complessiva sia arrivata al 60%, oltre 400 mila persone hanno ricevuto la prima dose e di queste solamente 446 si sono contagiate, una percentuale di meno lo 0,01%. Dei 446 il 35% ha avuto bisogno di cure ospedaliere e nessuno è finito in terapia intensiva. Sul green pass Riccardi ha sottolineato come non dovrebbe essere tema di scontro politico e la linea delle regioni è quella più corretta con da subito l’obbligo per riaprire eventi, discoteche e luoghi di grande affollamento come conferenze e fiere. 
Un altro nodo in discussione, come ha invece spiegato Fedriga, riguarda le colorazioni che dovranno cambiare non più sulla base dei dati del contagio ma su quello delle occupazioni ospedalieri e in particolare delle terapie intensive, la soglia per passare da bianco a giallo deve essere almeno del 30%, ora è del 5%.

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