60 statuto FVG, Bordin: “Rivendicare ulteriori spazi di autonomia”

Il presidente del Cr con Elena D'Orlando alla presentazione del volume speciale sull'anniversario
Redazione
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Da una parte c’è l’orgoglio per quanto è stato realizzato, dall’altra il desiderio di fare ancora meglio. I sessant’anni dello Statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia non sono un argomento riservato in via esclusiva agli studiosi di storia. Lo si è compreso oggi, durante la presentazione del volume speciale realizzato dal Consiglio regionale e curato da Elena D’Orlando e Roberto Toniatti, che propone dieci contributi di alto profilo su altrettante questioni-chiave, dall’autonomia legislativa alla forma di governo, dai rapporti internazionali agli strumenti finanziari.

“Grazie all’autonomia speciale – ha ricordato nella sede della Regione di via Sabbadini il presidente del Cr Fvg, Mauro Bordin, spostando ben presto l’attenzione dal passato al futuro – abbiamo oggi un alto livello di servizi e di qualità della vita, oltre a risorse finanziarie importanti da utilizzare per le nostre comunità. Ma dobbiamo crearci spazi ulteriori, come abbiamo fatto di recente con i tributi immobiliari. Immagino maggiori autonomie finanziarie ma penso anche al settore della sanità, che ci vede attualmente ancora vincolati a scelte nazionali”.

E su questo aspetto il presidente auspica “che le diverse forze politiche lavorino unite per rivendicare ulteriori spazi di autonomia, senza dividersi: la compattezza politica in queste situazioni diventa determinante”. “Anche a livello nazionale – ha aggiunto Bordin – io penso che dell’autonomia non si debba avere paura: il Fvg è la dimostrazione concreta che può essere un’opportunità di decidere nel modo migliore sul benessere dei propri cittadini”.

Nel ringraziare gli studiosi che hanno dato il loro contributo al volume, il giornalista Rossano Cattivello che l’ha coordinato e l’Ufficio di gabinetto del Cr “per l’ottimo lavoro svolto in tempi stretti”, Bordin ha ripercorso rapidamente la genesi dello statuto e ha ricordato che questi sessant’anni “coincidono con i 50 anni dalla scomparsa di Tiziano Tessitori, al quale va tributato un grande riconoscimento da parte della nostra comunità regionale. Il tempo porta purtroppo sempre all’oblio, ma la sua battaglia coraggiosa rimane”.

Stimolato dalle domande dei giornalisti, il presidente non si è sottratto a una considerazione sulla futura reintroduzione delle Province perseguita dalla Giunta regionale: “I tempi non sono affatto certi, ma c’è la possibilità che nel 2024 cominci il percorso istituzionale, con l’obiettivo di arrivare alle elezioni per le nuove Province nel 2025”. Bordin auspica comunque “non una mera riproposizione di ciò che era la Provincia, ma la creazione di veri enti di area vasta con nuove deleghe da parte della Regione, che potrebbe così concentrarsi sui compiti di programmazione”. Il nuovo-vecchio ente potrebbe venire in soccorso “anche ai Comuni che oggi faticano a trovare personale e sono in difficoltà: il modello attuale non può andare avanti a lungo”.

Di Province ha parlato anche la professoressa Elena D’Orlando, ricordando “il doppio passaggio in Camera e Senato e la maggioranza assoluta richiesta, figlia di un consenso politico significativo”. D’Orlando ha sottolineato che “lo statuto speciale del Fvg nacque come una scommessa da parte di componenti diverse che erano portatrici di una propria cultura. Oggi, in epoca di globalizzazione e competitività, emerge la dimensione internazionale ed europea della nostra regione, ponte verso l’Europa centrale e balcanica”.

L’ex presidente della Commissione paritetica Stato-Regione ha auspicato inoltre “un percorso per valorizzare ulteriormente le minoranze linguistiche”, mettendo in luce che il volume intende da una parte “fornire spunti al legislatore regionale”, dall’altra “rivolgersi alla comunità regionale nel suo complesso, perché il vero attore dell’autonomia alla fine dev’essere il cittadino, chiamato riflettere “sul se, sul come e su quanto investire per diventare protagonista del futuro. Solo su una comunità matura rispetto a questi temi – ha concluso D’Orlando – si può innestare una classe politica consapevole”.
Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato anche Davide Rossi, Roberto Grandinetti e Stefano Miani, tre dei docenti universitari che hanno contribuito alla stesura del libro.

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