Cioffi il ritorno: “Felice di aver avuto una seconda chance qui”

L'allenatore si è ripresentato alla piazza bianconera ad un anno e mezzo dal suo addio tra le polemiche
Monica Tosolini

Gabriele Cioffi è tornato a Udine. Con tanto da dire e da dare. Inizia la prima conferenza stampa del suo mandato bis introdotto dal DG Franco Collavino: “Siamo qui perché siamo intenzionati e determinati a dare una svolta. Ringrazio subito Andrea Sottil e il suo staff, per quanto fatto in questo anno e mezzo e anche prima come calciatore. Nel calcio servono svolte in tempi rapidi, a volte, serve una scossa per riaccendere la squadra. Bentornato quindi a Gabriele Cioffi. La nostra scelta di riaverlo chiude interpretazioni fuorvianti su un episodio passato. Il mister ha fatto una scelta, siamo professionisti, conosciamo le regole. A suo tempo ha fatto la scelta di andare via, oggi torna perché l’Udinese gli ha dato la possibilità di ritornare. Contano i numeri. Speriamo che il mister abbia l’energia per rigenerare la squadra e far crescere i nostri talenti. In questo momento ci serve energia, quella che lui può darci. Ai tifosi dico che il momento non è facile, siamo consapevoli che i risultati non sono in linea con il reale valore di questa rosa, che è giovane e sapevamo avesse bisogno di tempo per ingranare. Sottolineo che i tifosi si sono sempre comportati correttamente, sostenendo la squadra. Chiediamo loro di continuare a farlo. Siamo certi che Gabriele saprà trarre il meglio dai giocatori a disposizione”.

Parola quindi al Dt Balzaretti, che introduce il mister: “Mi unisco al ringraziamento per Andrea e per il suo staff. Certe decisioni scuotono sempre molto. Dobbiamo sentirci tutti responsabili e dare qualcosa di più. La volontà di tutti è quella di uscire al più presto da questa situazione. Cioffi già conosce l’ambiente, molti ragazzi. Abbiamo pensato subito a lui perché la conoscenza dell’ambiente fosse il più veloce possibile: abbiamo bisogno di fare punti e il mister sa come fare con questa squadra”.

Il mister Gabriele Cioffi risponde quindi alle domande: “Le emozioni del ritorno? La principale è la felicità di aver avuto una seconda chance non è facile. La prima volta è fortuna, la seconda è destino. Sono carico, ma anche cambiato. Mi sento maturato, cresciuto. La voglia è sempre presente”.

Quali le cause di questa situazione? “Sono stati venduti giocatori importanti, ma qui è un’ovvietà. Sappiamo come si lavora qui. All’inizio, vedi ad esempio Becao, tutti sono sconosciuti, poi diventano ottimi giocatori. Ce ne saranno altri di Becao. E c’è tanto da lavorare qui”.

Le priorità attuali del tuo lavoro? “Il mio obiettivo è capire cosa hanno nella testa loro. Il loro potenziale non è in discussione. Capire perché questo potenziale non si sta esprimendo. Poi ci sarà da aggiustare qualcosa, ma ho trovato una squadra in salute, un bel gruppo, c’è solo da lavorare”.

Ai tifosi che ti criticano cosa dici? E ci descrivi il tuo staff? “Ai tifosi dico che se la società non avesse percepito una buona fede e una professionalità da parte mia, io non sarei qui. La società ha capito la mia buona fede, la mia professionalità e perché no, la mia ingenuità. Può aver ferito la suscettibilità di qualcuno, ma assicuro che il mio legame con il Friuli è forte. E’ una terra che amo, che rispetto. Sono già venuto qui nei mesi scorsi. Lo staff? Cristiano Bacci è stato l’unico giocatore che mi ha picchiato prima che iniziasse una partita. Siamo rimasti in contatto, lui ha avuto un percorso lungo, ha lavorato anche in Portogallo ed è anche stato assistente di Mourinho. Ha rescisso recentemente con il Paok ed è qui con me. Andrea l’ho conosciuto a Viareggio. Cristiano era in contatto, l’ho chiamato perché è una brava persona e a livello professionale è bravo”.

Che idee hai di questo campionato? “E’ un torneo che ha la sorpresa dietro l’angolo, dobbiamo essere preparati. Non è più il calcio di 20 anni fa. Siamo fiduciosi di portare a casa qualcosa, ma facendo un passo alla volta, sapendo che puoi vincere con tutti”.

Che cosa ha trovato nel gruppo a livello di consapevolezza? “il giocatore viaggia di emozione. Loro adesso sono a zero, sono tristi. Bisogna lavorare su questo aspetto e ripartire da ciò che sanno fare”.

A Collavino viene chiesto se la crisi fosse percepita prima della sosta. Quali, quindi, i ragionamenti fatti? “Fino all’ultimo giorno abbiamo lavorato molto intensamente. Abbiamo cercato di rinforzarci nelle convinzioni, nel prepararci adeguatamente per la gara contro il Lecce. Non ci sono stati retropensieri. Poi le cose sono precipitate, contro il Lecce non c’è stata la svolta auspicata e in serata ci siamo trovati terzultimi in classifica. A quel punto è maturata in maniera solida la consapevolezza della necessità della scossa. Conoscevamo il lavoro, la metodologia di Cioffi e ci siamo rivolti a lui, sapendo che ha gli strumenti per dare la svolta e riaccendere il gruppo”.

Tre impegni in sette giorni. Cosa ti aspetti contro il Monza? “Mi aspetto oggi qualcosa, poi di giorno in giorno aggiungiamo per arrivare a domenica. Portare punti a casa. Pensiamo a oggi, non a Monza. Palladino li ha rigenerati.Sappiamo cosa ci aspetta domenica. Vediamo di arrivarci in una condizione mentale più consapevole“.

La squadra: manca una leadership? “L’ho seguita bene. Non so se nelle top squadre ci sono più di tre o quattro leader. L’Udinese ha Silvestri, Perez, Samardzic, Pereyra.. Io devo tirare fuori la leadership che c’è in ognuno di loro”.

Pereyra dove lo vede meglio in campo? “A parte in porta, può giocare ovunque. Non ho ancora parlato, vediamo cosa”.

Cambiamenti? “Non cambio a livello tattico, ma nell’interpretazione del modulo sì, qualcosa si può fare”.

La Coppa Italia opportunità o ostacolo? “Ora bisogna allenarsi giocando. Quindi ben venga“.

Ti sei fatto una tabella personale? Quanti punti servono per girare al giro di boa? “Non l’ho fatta. Puoi fare tre punti da tutte le parti e puoi non farli. Bisogna uscire dalla melma. Non c’è da pensare, ma da agire adesso. Io trasmetto me stesso all’ambiente: devo trasmettere equilibrio, quello di cui abbiamo bisogno adesso”.

Ieri come ha ritrovato Samardzic? “Al ristorante gli ho chiesto se è ancora arrabbiato con me, lui si è messo a ridere. Da questo si capisce tutto”.

Serve rigenerare la squadra a livello mentale: “Non c’è da puntare il dito su tre o quattro giocatori. E’ il contesto generale, vanno riaccompagnati ad essere quello che erano. Walace tornerà ad essere quello che era, già da Monza”.

Quanto contano i recuperi dei giocatori? Il dialogo con i giocatori? E ridare ritmo alla squadra? “Bacci è tosto, è il motivo per cui è accanto a me. Non ci sono mezze misure, con quelle non vai da nessuna parte. Il dialogo con i giocatori è fondamentale, permette al ragazzo di esprimere ciò che ha dentro. I recuperi? Importanti. Conosco bene Davis, l’ho seguito in Inghilterra, era nelle giovanili dell’Aston Villa. Va recuperato e siamo contenti che sia tornato”.

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