Confini: la Slovenia estende i controlli con Croazia e Ungheria

Dalla Bosnia l'appello: serve l'unione europea
Andrea Pierini
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La Slovenia ha annunciato oggi che la chiusura dei confini con Croazia e Ungheria proseguirà intanto dalla Grecia arriva l’allarme: ci sarà un aumento del flusso dei migranti dalle zone del conflitto tra Israele e Palestina.

Ulteriori 20 giorni di controlli. Dopo l’Italia con il ministro Matteo Piantedosi che ha annunciato che la chiusura dei valichi potrebbe proseguire fino al 2024 anche la Slovenia ha deciso di estendere la chiusura dei confini per ulteriori 20 giorni con la Croazia e l’Ungheria. Proprio domani la polizia di Capodistria annuncerà l’esito di una importante operazione contro i trafficanti di uomini. Il ministro dell’interno Boštjan Poklukar ha anticipato che sono stati arrestati un centinaio di passeur. La situazione, secondo quanto dichiarato dal ministro della migrazione della Grecia Dimitris Kairidis, è destinata a peggiore con l’Unione Europea che dovrà affrontare il rischio di un improvviso afflusso di migranti in fuga dalla guerra di Israele-Hamas. Dalla Bosnia intanto arriva un attacco alla Ue: «la situazione migranti è sotto controllo – ha spiegato Elmedin Konaković, Ministro degli Affari Esteri – potete immaginare che da decenni dormiamo con gli occhi aperti, perché il pericolo era sempre nell’aria, sempre da qualche parte, vicino a noi. Va ricordato – ha proseguito – che i migranti che entrano in Bosnia arrivano dalla Grecia e quindi dall’Unione Europa senza l’aiuto della quale il nostro stato non può gestire il flusso migratorio». Mercoledì è prevista la visita della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Sarajevo e probabilmente si parlerà anche dell’adesione della Bosnia all’Unione.

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