Espulsi perché pericolosi per la sicurezza nazionale, erano passati in Fvg

Sono entrambi transitati per il Friuli Venezia Giulia e per il Cpr di Gradisca gli ultimi due stranieri espulsi dall’Italia perché ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale.
Alessandra Salvatori
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Hanno entrambi trascorso un periodo al Cpr di Gradisca di Isonzo gli ultimi due cittadini stranieri espulsi dall’Italia perché ritenuti “fortemente radicalizzati” e quindi pericolosi per la sicurezza nazionale. Salgono così a 56 i rimpatri adottati a seguito della stretta sui controlli alle frontiere per intercettare soggetti vicini alle ideologie della jihad e dunque scongiurare il rischio di azioni terroristiche.

Gli ultimi due provvedimenti riguardano un tunisino e un kosovaro, entrambi transitati per il Friuli Venezia Giulia.

Il primo, un migrante irregolare di 42 anni, era finito nel mirino degli inquirenti durante il suo periodo di detenzione nel carcere di Piacenza: nella sua cella è stata trovata la foto di un uomo armato di mitra con alle spalle la bandiera dell’Isis. Nel tempo aveva assunto il ruolo di leader tra gli altri detenuti e nel 2020, scarcerato, era stato più volte colpito da provvedimenti di espulsione rimasti ineseguiti. Rintracciato lo scorso 26 settembre, è stato portato al Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca d’Isonzo e poi in quello di Caltanissetta prima di essere riconosciuto dalle competenti autorità consolari tunisine: è stato rimpatriato ed espulso con un provvedimento del prefetto di Piacenza. 

Il cittadino kosovaro, invece, è stato rintracciato in provincia di Trieste lo scorso 14 ottobre e arrestato per violazione del divieto di reingresso sul territorio nazionale. E’ stato condannato a 8 mesi di reclusione a seguito di giudizio direttissimo a Trieste. Accompagnato al Cpr di Gradisca d’Isonzo, è stato rimpatriato in esecuzione del decreto di espulsione emesso il 16 ottobre dal prefetto del capoluogo giuliano.

Fu la Digos di Venezia ad attenzionare il cittadino kosovaro, dopo indagini avviate nel 2016 su un gruppo di soggetti radicalizzati che avevano portato all’arresto, nel 2017, di tre kosovari accusati di far parte di un’associazione terroristica internazionale che si ispirava all’Isis. L’uomo fu perquisito, nei suoi confronti fu emesso un provvedimento di espulsione.

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