Morto nell’auto inabissata nel Ledra: “lesioni fatali”

L’autopsia su Matteo Pittana avrebbe escluso l’annegamento
Alberto Comisso

Matteo Pittana sarebbe morto per impatto. Non per annegamento. E’ quanto è emerso dall’autopsia effettuata oggi sulla salma del 20enne morto nella notte tra domenica e lunedì nel tragico incidente avvenuto a Gemona del Friuli.

La macchina, una Bmw serie 3, era finita fuori strada, oltrepassando il ponticello che c’è in via della Turbina, strada perpendicolare rispetto alla statale 13, finendo nel canale Ledra.

Un salto di 13 metri al quale sono sopravvissuti il conducente, Ludovico Piva, 20enne di Osoppo, e il passeggero al suo fianco: Worge Antonio De Prato, anch’egli 20enne di Trasaghis.

Matteo, invece, si trovava sul sedile posteriore assicurato alle cinture di sicurezza. Per lui non c’è stato scampo.

L’esame autoptico, condotto dal medico legale Carlo Moreschi, incaricato dalla Procura di Udine, avrebbe evidenziato gravissime lesioni ad alcuni organi interni. In particolare a rene, milza e fegato. Matteo sarebbe morto, quindi, a causa di un’emorragia. Agli accertamenti medico-legali hanno assistito oggi anche i periti di parte.

Rilasciato il nullaosta per la sepoltura, i funerali di Pittana dovrebbero essere celebrati la settimana prossima a Gemona.

Dal punto di vista legale, il fatto che il 20enne sia morto per impatto potrebbe far decadere l’aggravante dell’omissione di soccorso a carico dei due amici che erano in macchina con lui. E che, una volta usciti dalla Bmw, prima che l’auto s’inabissasse nelle acqua del Ledra, avrebbero vagato a lungo prima di incrociare i carabinieri e raccontare loro che avevano fatto il bagno nel Tagliamento. Per scommessa. Senza, però, nemmeno accennare all’incidente.

“Ora è il tempo della commozione e dei ricordi di Matteo”, le parole dell’avvocato Salvatore Spitaleri, che assiste la famiglia del 20enne morto. “Ogni questione legale – conclude – verrà discussa dopo le esequie”.

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