Regeni, rinviati a giudizio i quattro 007 egiziani

Il 20 febbraio 2024 la prima udienza
Andrea Pierini

Il processo per le torture e l’uccisione di Giulio Regeni si farà. Comincerà il 20 febbraio del 2024 davanti alla Corte d’Assise della Capitale.

Oggi infatti il gup di Roma ha rinviato a giudizio i quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell’omicidio del ricercatore friulano, avvenuti al Cairo tra gennaio e febbraio del 2017.

“Ringraziamo tutti, oggi è una bella giornata”. Questo il primo commento di Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, dopo la decisione del gup.

Il giudice ha anche deciso di ammettere la Presidenza del Consiglio dei Ministri come parte civile nel procedimento a carico dei quattro 007 egiziani.

Nei confronti degli imputati, a seconda delle posizioni, le accuse sono di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.

“L’assenza degli imputati non ridurrà il processo ad un simulacro. Poter ricostruire pubblicamente in un dibattimento penale i fatti e le singole responsabilità corrisponde ad un obbligo costituzionale e sovranazionale. Un obbligo che la Procura di Roma con orgoglio ha sin dall’inizio delle indagini cercato di adempiere con piena convinzione”. E’ quanto ha sostanzialmente affermato in aula il procuratore aggiunto, Sergio Colaiocco, nel corso dell’intervento con cui ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni.

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