Resta vietata la preghiera nei centri islamici di Monfalcone

Troppi rischi per i fedeli
Hubert Londero
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L’incolumità dei fedeli prevale sulle celebrazioni religiose: resta vietata la preghiera nei due centri islamici di Monfalcone. Lo ha deciso il Tar, che ha fissato l’udienza di merito per il 7 febbraio.

I fedeli sarebbero sottoposti a gravi rischi e il danno da loro subito con lo stop imposto dal Comune non è rilevante in base ai criteri di un ordinamento non confessionale: per il momento resta vietata la preghiera nei due Centri culturali islamici di Monfalcone. E’ quanto ha stabilito il Tar del Friuli Venezia Giulia, che ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dai due centri. Per il giudice, i fedeli devono aspettare l’udienza di merito fissata per il 7 febbraio.

Lo stop alla preghiera nei locali dei Centri culturali islamici Darus Salaam di via Duca d’Aosta e Baitus Salat di via Don Fanin era stata decretata a novembre dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Anna Maria Cisint per ripristinare – a suo dire – la destinazione d’uso degli immobili e la sicurezza al loro interno.

E proprio la questione sicurezza ha portato il Tar a non sospendere l’ordinanza. Per il giudice amministrativo la salvaguardia dell’incolumità pubblica, messa a rischio dall’utilizzo degli immobili in contrasto con le disposizioni anti incendio, è prevalente sugli interessi dei due centri.

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